LA STORIA

La burocrazia toglie lavoro ai disabili. La centrale del 112 è senza operatori

L’assunzione attraverso una graduatoria con 15mila nomi, quasi tutti privi di qualifiche

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Quando l’Asl della Città della Salute gli ha esposto il problema, il direttore della Consulta per le persone in difficoltà Gianni Ferrero ha capito subito di trovarsi davanti alla più esemplare delle storie sulla nostra burocrazia.

Perché non c’è altra chiave di lettura per interpretare una legge che, da febbraio a oggi, di fatto sta precludendo l’accesso al mondo del lavoro a otto disabili che potrebbero invece entrare a far parte della centrale operativa del 112, il nuovo numero unico per le emergenze. Una selezione che invece di passare attraverso un concorso si è invece infilata nelle sabbie mobili di una lista di circa 15mila nominativi (solo potenzialmente adatti alle mansioni richieste) vecchia di oltre quindici anni. Senza che in tre mesi si sia organizzato un solo colloquio con un solo candidato.

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