LA STORIA Lavora con papà e mamma nel negozio di famiglia e vende spinelli ai suoi coetanei

Mara, pusher minorenne di periferia: «Spaccio per aiutare i miei genitori»

La ragazza, 17 anni, spaccia marijuana a giovani e giovanissimi nei giardini di Borgo Vittoria

Mara è una ragazza di 17 anni. Italiana. Il nome è di fantasia. Ma la sua storia è vera. Una storia che mai avremmo voluto scrivere, perché Mara spaccia marijuana nei giardini di via Chiesa della Salute. E lo fa, dice con una punta di fierezza, per portare i soldi a casa e aiutare papà e mamma. Che non sanno nulla del suo modo di arrotondare, ovviamente.

Ai giardinetti fa freddo, ci sono le foglie secche a terra: Mara sta con i piedi sulla panchina, il sedere sullo schienale a fumare uno spinello. «Le canne me la passa il mio fidanzato che è più grande di me. Ha trent’anni, fa l’operaio e conosce molte persone del giro» spiega lasciando andare una gran nuvola di fumo dolciastro. Il giro? «Il giro, sì. Il giro, la gente, chiamalo come vuoi…». E tu conosci qualcuno di questo giro? «Io sto solo aspettando i miei amici». Che poi sono anche i suoi clienti. «Ma non sono una spacciatrice – ci tiene a specificare – mi porto solo dietro qualcosa quando qualcuno me lo chiede, poca roba. Comunque cerco di stare attenta a non avere in tasca troppe dosi».

La sua clientela è composta quasi esclusivamente da giovani della sua stessa età, che la raggiungono in questo o in quell’altro giardino. A volte in piazza Chiesa della Salute, a due passi dal santuario del quartiere, a volte nell’area giochi di piazza Bonghi oppure ai giardini Sospello. «Dipende dalle giornate, sempre meglio cambiare posti» spiega con fare esperto.

Non ha paura di quello che fa, dice di prendere le giuste precauzioni. «Cerco di stare attenta a non portarmi dietro troppa roba» ripete. Mara non è una narcos e non è un animale dello “zoo di Berlino”, non è come quei tossici ormai persi che vendono per avere la propria dose. Mara è una ragazza come ce ne sono tante della sua età. Piercing al naso, capelli striati di rosso e una passione per il rap italiano. Nelle sue tasche l’immancabile smartphone, le sigarette, il lucidalabbra. E piccoli pacchettini, realizzati con buste della spesa tagliuzzate, contenenti hashish o marijuana, «dipende da cosa passa il convento».

Ha fatto di necessità virtù, Mara. «La quasi totalità dei ragazzi della mia cerchia fuma le canne – spiega – così, dato che in questo periodo non ho difficoltà nel metterci le mani, ho pensato che avrei potuto aiutare i miei amici e non gravare sulle tasche dei miei genitori. In questo modo posso permettermi di comprarmi le cose che mi piacciono». Per esempio? «Vestiti, ricariche per il telefonino, niente di che. E poi rivendendo le canne che mi passa il mio uomo riesco a fumare gratis».

Le sue giornate sono così scandite: «Aiuto i miei genitori al lavoro durante la pausa pranzo e resto in negozio fino al tardo pomeriggio. Poi, alle 18, sono libera e mi trovo con gli amici al parchetto. Passiamo un po’di tempo insieme, come fanno tutti, e fumiamo cercando comunque di non dare troppo nell’occhio». I genitori, non sanno nulla del suo “secondo lavoro”. «Se lo scoprono mi ammazzano – con un sorriso che cela una paura reale – anche se, purtroppo, da quando mi hanno “sgamato” a fumare, sono molto più attenti a scrutarmi ogni volta che rientro. Mi controllano sempre gli occhi».

Anche a questo, però, c’è una soluzione. «Se sono troppo rossi basta usare un po’ di collirio e tutto passa». E dove nascondi la droga: in casa? «No perché farebbe un sacco di puzza, specialmente se si tratta di erba. È il mio ragazzo che la tiene. Quando finisco di lavorare vado a casa sua, passiamo un po’ di tempo insieme e poi, quando mi riaccompagna, prima di rientrare a casa dei miei mi fermo ai giardinetti». E non ti spaventa l’idea di essere fermata dalla polizia? «A parte il fatto che la sera i giardini sono completamente al buio e nessuno viene qui. Ma poi, anche se mi fermassero, cosa possono farmi? Sono minorenne».

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