Retroscena: tre giovani ragazze ammazzate e l’ipotesi di un “giro” di sadici

Martine, Eugenia e Barbara: il giallo dei festini nella villa

Sospetti illustri, confessioni inventate, depistaggi: le analogie dei delitti Beauregard, Origa e Fabi

L'asse della morte di Torino

Tre ragazze uccise, umiliate anche dopo la morte, gettate come rifiuti tra i rovi dei campi. Sospetti illustri, confessioni inventate, depistaggi. Indagini chiuse e riaperte, svolte annunciate, assassini che avrebbero dovuto avere le “ore contate” e invece se la ridono ancora, sempre che siano vivi.

Le loro vittime si chiamavano Martine Beauregard, Barbara Fabi, Eugenia Origa. In comune avevano la bellezza, le prime due il mestiere, il più antico del mondo. La terza faceva la fotomodella.

Ma anche lei, raccontano quelle cronache ingiallite sotto i titoli che parlano di un delitto nato da un “gioco” degenerato, probabilmente era finita nelle grinfie di uomini perversi e malvagi.

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