"È stanco e chiede solo di essere lasciato in pace", ha detto il legale

Minghella non si presenta al processo: “Vorrei essere dimenticato”

Minghella, che si e' rifiutato di sottoporsi all'esame del Dna come disposto dalla Corte, sara' sottoposto a un prelievo coattivo

Oggi a Torino si è tenuto il processo che lo vede imputato per l’omicidio di una prostituta albanese, Floreta Islami. Ma Maurizio Minghella non si è presentato: “Vorrei essere dimenticato”, ha riferito all’avvocata che lo difende, Lucia Franzese. Condannato all’ergastolo per sette delitti commessi tra il 1978 e il 2001, il serial killer delle prostitute non era presente in aula: “È stanco e chiede solo di essere lasciato in pace”, ha detto il legale.

LE RIVELAZIONI DELL’EX COMPAGNA

Il 14 febbraio 1998 Floreta Islami venne trovata strangolata con una sciarpa a Rivoli. L’ex compagna di Minghella, Monica, ha spiegato in aula: “Portava a casa gioielli, pellicce, borse. Non sapevo da dove provenissero e nel ’99 mi sono anche rivolta alla magistratura di sorveglianza. Lo vado a trovare spesso. Cerco di recarmi in carcere una volta a settimana”

Intanto Minghella, che si e’ rifiutato di sottoporsi all’esame del Dna come disposto dalla Corte, sara’ sottoposto a un prelievo coattivo. La pubblica accusa e’ rappresentata dal pm Roberto Sparagna.

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