IL FATTO La campagna di sensibilizzazione di Cpd, CronacaQui e Fondazione “Quarto potere”

Un sorriso che cancella le barriere: «I nostri negozi accessibili a tutti»

La vetrofania e e le locandine saranno distribuite a tutti gli esercenti che aderiranno all'iniziativa

La buona notizia arriva in vetrina e annuncia a tutti i clienti che non incontreranno più ostacoli quando vorranno prendere un caffè o fare acquisti nei negozi di Torino. Con una vetrofania e un messaggio semplice, incoraggiante, accogliente. «Qui non trovi barriere ma solo sorrisi».

Quindici anni dopo la campagna di sensibilizzazione “Via il gradino da Torino”, CronacaQui e la Consulta per le persone in difficoltà, rilanciano una sfida per l’abbattimento di quegli impedimenti fisici e culturali che rendono un’impresa l’ingresso in un negozio o in un’attività commerciale per un disabile.

Una sfida che punta soprattutto ad un cambio di mentalità e considerazione nei confronti di chiunque possa incontrare una difficoltà dovuta alle proprie condizioni fisiche o di salute, come un disabile o un anziano. Ma non solo.

«Basta rompersi una gamba ed essere costretti a portare un gambaletto in gesso per rendersi conto di quali difficoltà si possano incontrare nel quotidiano» ha spiegato il direttore di CronacaQui, Beppe Fossati, presentando a Palazzo Civico l’iniziativa che la Fondazione “Quarto potere” ha messo in campo con la collaborazione attiva di Confesercenti e Ascom nel coinvolgere i negozianti di Torino per applicare un vero e proprio vademecum sull’accoglienza dei clienti.

«Siamo convinti che l’impegno di tutti debba essere quello di contribuire ad abbattere tutte le barriere fisiche e psicologiche che ancora impediscono una piena fruizione della città e nel caso specifico delle attività commerciali» ha sottolineato il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri.

Un’iniziativa che ha ricevuto la “benedizione” del Comune di Torino e dell’assessore al Commercio, Alberto Sacco. «Credo che un progetto come questo sia uno stimolo per noi amministratori pubblici» ha confermato Sacco. «Se in passato il problema era costituito dall’accessibilità strutturale, oggi, invece, il tentativo è quello di superare l’assistenzialismo, offrendo a tutti i clienti un servizio accogliente e di qualità» ha aggiunto Sacco, assicurando il proprio impegno nel supporto alla campagna per l’abbatti – mento delle barriere secondo lo spirito dello storico presidente della Cpd, Paolo Osiride Ferrero: «Dalla denuncia alla proposta». E la proposta è quella che hanno accolto con entusiasmo anche gli esercenti dell’Ascom. «Questa iniziativa non può che far bene alla città e richiamarci ad un impegno che non è solo quello di rendere accessibili i negozi ma ripensare all’accoglienza di tutti i nostri clienti» ha aggiunto il direttore di Ascom, Alberto Carpignano, facendo proprio l’entusiasmo di Giovanni Ferrero e della Cpd.

«Lavorare insieme è l’unica strada vincente per fare in modo che nostra società diventi sempre più civile e non assistenziale» ha ricordato il direttore della Consulta per le persone in difficoltà. «Chiedere a un’attività commerciale di munirsi di una rampa per permettere a una persona con disabilità di entrare vuol dire rendere un cittadino con disabilità un cliente a tutti gli effetti, riconoscendo il suo potere d’acquisto».

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