IL CASO

Dall’alba al tramonto in fila sul marciapiede per ritirare le pensioni

Ripartono le maxi code davanti agli uffici postali

Utenti che occupano tutto il marciapiede, polemiche e rimostranze a non finire. Con code che vanno avanti fino a sera, quando ormai il sole è un pallido ricordo. Ieri, primo dicembre, molti cittadini hanno trascorso, loro malgrado, la mattinata in fila alle Poste sfidando il freddo e battendo i denti. Le code erano dappertutto, senza distinzione di quartiere. In via Breglio, a Borgo Vittoria, il serpentone raggiungeva l’angolo con via Baracca e si contavano almeno cinquanta persone. Una decina in meno, forse, davanti al grande ufficio postale di Lungo Dora Firenze. Purtroppo, nonostante il Piemonte sia diventato zona arancione, le disposizioni per l’accesso agli uffici postali continuano ad essere molto rigide. L’attesa dentro, prima di andare allo sportello di riferimento, è consentita a un solo utente per volta, e gli altri restano fuori. E come se non bastasse, a complicare le cose ci si mette pure lo sciopero. Sì perché dopo l’agitazione sindacale, alcuni operatori non sono ancora tornati al lavoro. “Il servizio ai clienti ancora presenti all’ufficio postale, una volta terminato l’orario di apertura, potrebbe non essere garantito”, recita un biglietto che è stato affisso all’entrata di tutti gli uffici cittadini. In teoria, le cose dovrebbero migliorare già da oggi, giorno in cui terminerà lo sciopero, iniziato il 2 novembre scorso.

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