IL CASO

«Ho denunciato le estorsioni mafiose. Ora lo Stato mi chiede 900mila euro»

Mauro Esposito è stato riconosciuto vittima della criminalità organizzata: «Mai ricevuto alcun risarcimento»

L’imprenditore Mauro Esposito

Dopo aver subito danni per quasi 6 milioni di euro per colpa della ‘ndrangheta, senza aver ricevuto un euro di risarcimento in dieci anni di carte bollate e processi, ora rischia di vedersi portare via tutto ciò che gli resta dall’Agenzia delle Entrate. La storia dell’imprenditore Mauro Esposito si riassume così per grandi linee, ma sono sufficienti una cifra e una data per renderla assurda: 900mila euro di tasse “congelate” per cui, a partire dal 21 dicembre, l’Agenzia delle Entrate potrà presentargli un conto salato. Quel giorno, infatti, scadrà la sospensione triennale dei pagamenti concessa a chi, come lui, viene riconosciuto vittime della criminalità organizzata. Esposito si era costituito parte civile nel processo San Michele per via delle richieste estorsive rivolte alla sua società di ingegneria, ricevendo anche pesanti minacce. «Un paradosso» secondo Esposito, che oltre a un danno valutato in 5,8 milioni di euro, ha subito anche la beffa di non aver mai alcun indennizzo dallo Stato.

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