SOTTO PROCESSO

FABRIZIO CORONA «In una sola serata guadagnava in nero anche 40mila euro»

Davanti ai giudici sfilano clienti ed ex clienti del "fotografo dei vip" accusato di aver nascosto denaro in contanti in Italia e Austria

Fabrizio Corona

Clienti ed ex clienti di Fabrizio Corona e della società a lui riconducibile, la Atena srl, hanno tenuto la scena nel processo milanese in cui l’ex agente fotografico è accusato di aver nascosto al Fisco 2 milioni e 600mila euro in contanti, trovati in parte nel controsoffitto dell’abitazione della sua ex collaboratrice Francesca Persi e in parte in cassette di sicurezza di una banca austriaca. Tra i testi che sono comparsi nei giorni scorsi davanti ai giudici del tribunale del capoluogo lombardo c’è anche chi ha detto di aver versato «2mila e 600 euro per 45 minuti o al massimo un’ora di presenza di Corona in una discoteca » e chi, invece, «13mila euro per veder divulgata » la propria immagine dall’ex fotografo dei vip.

Ma sono state tante, tantissime le testimonianze raccolte in aula dai giudici chiamati a decidere sul destino dell’ex re dei paparazzi accusato di intestazione fittizia di beni. Testimonianze come quella resa da un ex collaboratore dell’imputato, che di fronte al pubblico ministero Alessandra Dolci ha spiegato che «Fabrizio Corona incassava fino a 20mila euro per una delle sue serate, addirittura 40mila euro se la serata si svolgeva nella capitale. Non l’ho detto prima, quando sono stato interrogato dai carabinieri, perché avevo paura». Il teste ha quindi riferito di avere accompagnato più volte Corona alle sue «ospitate » nei locali notturni e di averlo visto «incassare molti soldi in contanti». In una discoteca di Verona «riservata a milf», cioè a signore non più giovanissime, «l’ho visto incassare un importo considerevole».

In aula ha deposto anche un dipendente della Atena srl, la società di promozione eventi che fa capo alla Persi. L’uomo ha spiegato di avere visto circolare «una grande quantità di denaro» negli uffici della società: «Fabrizio guadagnava in contanti e pagava in contanti».

Un altro testimone ha riferito invece di aver messo in contatto Corona con alcuni clienti, «tutti amici miei», per attività di promozione legate alle loro imprese commerciali: « Erano parrucchieri, titolari di bar e altri negozi. Avrò organizzato per loro quattro o cinque eventi in tutto, pagando Fabrizio tra mille e millecinquecento euro per ciascun evento, sempre in contanti e sempre in nero. Gli avrò dato in tutto 10mila euro» . Il teste ha quindi dichiarato di aver accompagnato Corona ad alcune serate in discoteca e «varie volte ho visto che veniva pagato in nero. Fabrizio poteva arrivare a prendere anche 20mila euro per una serata». Infine è toccato a Geraldine Darù, la “grande accusatrice” di Fabrizio Corona: «Non rinnego il mio affetto per Fabrizio, anche se sono delusa. Ho rotto i rapporti con lui dopo la perquisizione in cui vennero trovati i contanti, perché non ero stata pagata per tutto il mio lavoro. Ma io gli voglio ancora bene, persino oggi». Darù ha riferito di aver custodito per una notte in un albergo di Milano un «borsone» con dentro mazzette di contanti in « pacchi bianchi » che Francesca Persi portò poi in Austria. E ha riconosciuto quei pacchi nelle foto mostrate dal pm Dolci e relative a quelli poi sequestrati.

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