LA GIORNATA. Il governo si salva con 156 voti a favore

Fiducia a Conte, è caos. Il premier sotto attacco. Alla fine arriva il Var…

Bagarre in aula, il voto di Ciampolillo rivisto “alla moviola”. E le opposizioni annunciano: «Andiamo da Mattarella»

Conte incassa la fiducia al Senato, anzi, una “fiducina”, talmente i numeri sono risicati: 156 voti a favore, ossia sette in più della soglia richiesta, 140 contro e 16 astenuti, ossia Italia Viva, al netto anche di assenze importanti, qualcuna giustificata e altre più misteriosa, come il senatore a vita Rubbia che non è tornato in tempo dall’Austria e il torinese Mauro Marino assente stranamente nell’emiciclo. Oltre dodici ore di seduta, di discussioni di trattative, con la presidente Casellati che alla fine chiama in causa anche il “Var”, nel senso che fa rivedere i filmati delle telecamere per capire se il senatore Ciampolillo, assente alla prima chiama, avesse alzato la mano prima o dopo la sua chiusura delle votazioni. Una bagarre come non si vedeva da tempo.

Il giorno più lungo del governo va in scena come fosse un reality o un qualche talk show, tanto che molti, a partire dallo stesso Conte per andare a Salvini e a Licheri e ad altri, usano espressioni come «chi ci segue a casa», «gli italiani che guardano», «chi assiste» e via dicendo.

+++ CONTINUA A LEGGERE IL GIORNALE IN EDICOLA OGGI +++

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single