Le ricerche proseguono

Finanziere, fratello e amica dispersi sul Monte Bianco: “Potrebbero essere caduti dalla cresta dei Grands Montets”[LE FOTO]

Il comandante della polizia francese che si occupa dei soccorsi in montagna: "Tutto ciò che è accessibile a piedi e in elicottero è stato controllato". Cresce la preoccupazione per le sorti dei tre alpinisti

Sono riprese questa mattina le ricerche dei tre alpinisti italiani dispersi sul versante francese del Monte Bianco. Sono un militare del soccorso alpino della guardia di Finanza di Bardonecchia, Alessandro Lombardini, 28 anni, suo fratello Luca di 31 e la fidanzata di quest’ultimo Elisa Berton.

I tre sono stati avvistati l’ultima volta a Chamonix martedì attorno alle 7.30, all’altezza degli impianti di risalita di Grand Montets. Le ricerche svolte ieri dalla gendarmeria francese hanno avuto esito negativo.

“POTREBBERO ESSERE CADUTI DALLA CRESTA DEI GRANDS MONTETS”. 

Potrebbero essere caduti “in un angolo inaccessibile, al di là dell’Aiguille Verte, dalla cresta dei Grands Montets”, i tre alpinisti italiani. A dirlo è Stephane Bozon, comandante del Peloton de gendarmerie d’haute montagne di Chamonix (la polizia francese che si occupa dei soccorsi in montagna). Bozon ha spiegato che “tutto ciò che è accessibile a piedi e in elicottero è stato controllato”.

SI CERCANO TESTIMONI.

Intanto si continuano a cercare eventuali testimoni con l’obiettivo di ricevere informazioni utili alle ricerche. «Le perlustrazioni condotte non hanno portato a nulla. Sono state coinvolte molte guide, ma non abbiamo trovato alcuna traccia», ha spiegato un portavoce della gendarmeria francese. «Abbiamo effettuato – ha aggiunto – anche diversi sorvoli in elicottero su tutti gli itinerari possibili. La zona è ricca di crepacci».

NON SONO SCALATORI IMPROVVISATI.

I tre risultano irraggiungibili al telefono. Sono diversi gli itinerari alpinisti che i tre avrebbero potuto intraprendere dopo essere saliti sugli impianti di Grands Montets, “dalla Petite Aiguille Verte (vetta di 3.512 metri), all’Aiguille Verte (4.121), fino all’Aiguille d’Argentière (3.901 metri).

Alessandro e Luca Lombardini, da quello che riferiscono amici e colleghi, erano tutt’altro che scalatori improvvisati. Anzi, vengono considerati, per esperienze e preparazione fisica, alla stregua di guide. Ciò accende una speranza, perché sono «persone perfettamente in grado, in momenti di diffIcoltà anche estrema, di trovare rifugi e attendere i soccorsi in completa sicurezza».

Ciò che fa temere, invece, come ha sottolineato la Gendarmerie, è l’assenza di segni o impronte della loro presenza nei luoghi e lungo i passaggi che avrebbero percorso.

loop-single