GIAVENO

Finisce nella rete del vecchio usuraio. Strozzinaggio con interessi del 250%

Alle prese con la crisi aveva chiesto 3mila euro a un 68enne: ne doveva restituire 7.300

Foto Depositphotos

I momenti di crisi economica, purtroppo, possono capitare a chiunque. Nell’agosto del 2016 è capitato a Mario (nome di fantasia, ndr), un uomo residente a Giaveno che ha iniziato a chiedere a chiunque piccole somme di denaro. Pur di continuare a vivere. Pur di non finire del baratro della depressione, in questi casi sempre dietro l’angolo. Finché non ha incontrato un 68enne di Valgioie e la sua convivente, che gli hanno prestato 3mila euro. E in lui è tornato il sorriso, perché aveva intravisto la luce in fondo al tunnel. Peccato che dietro quel prestito ci fosse una sorta di postilla: «I soldi te li presto, ma c’è un interesse…», avrebbe detto il 68enne all’uomo. Quella cifra, infatti, doveva essere restituita subito il mese successivo con l’aggiunta di 500 euro, quale “tasso di interesse”. Ma non basta. Perché nel caso in cui non fosse riuscito a restituirli nei tempi prefissati, ogni mese di ritardo avrebbe fatto maturare un tasso di altri 500 euro mensili.

Insomma, quella luce in fondo al tunnel altro non era che un miraggio. Specie per uno che aveva richiesto quei soldi perché in forte crisi economica. E dall’agosto del 2016 al marzo del 2018, Mario aveva dovuto restituire 7.300 euro, con un ricarico del 250%. Ma era solamente una parte dell’ammontare complessivo, viste tutte le “penali” cui era andato incontro.

Una situazione non più sostenibile. Tant’è che Mario aveva deciso di denunciare tutto ai carabinieri di Giaveno, che avevano fatto così scattare una indagine, che nella mattinata di ieri ha portato agli arresti domiciliari del 68enne mentre la sua convivente è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria presso la stazione dei carabinieri di Giaveno.

Dalle indagini è però emerso come Mario non fosse l’unica vittima: in passato, infatti, un’altra donna è stata vessata dopo una grave crisi economica legata alla gestione di una attività commerciale. La donna aveva invece chiesto 2mila euro in prestito. Ma, a causa dei ritardi nelle restituzioni, si era trovata a dover riconsegnare una somma complessiva pari a 5.400 euro tra l’agosto e il dicembre 2018.

La convivente del pensionato è finita nei guai dopo una serie di perquisizioni effettuate durante l’attività investigativa: in casa sono state trovate agende ed appunti verosimilmente relative alla contabilità dei crediti usurari di cui si occupava proprio lei. E la sua calligrafia l’ha incastrata… «Ora torno a vivere. Ma è stato un incubo nell’incubo», avrebbe confidato Mario ai militari, non appena il suo usuraio è stato assicurato alla giustizia.

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single