FRONTE DEL PORTO

Gassmann rilegge Elias Kazan: «La mia New York sarà Napoli»

Al Carignano un capolavoro del cinema adattato per il teatro

Prima c’è stata “La parola ai giurati”, poi “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e ora “Fronte del porto”. Alessandro Gassmann porta ancora una volta il grande cinema a teatro e lo fa con il monumentale film di Elias Kazan del 1954, interpretato da Marlon Brando e vincitore di 8 premi Oscar. Lo fa, dice Gassmann, «perché mi interessava raccontare una storia che parlasse di legalità, che parlasse dei problemi dei lavoratori». Là erano i lavoratori del porto di New York , qui sono i lavoratori del porto di Napoli.

Parla napoletano “Fronte del porto” firmato da Alessandro Gassmann e con protagonista Daniele Russo che debutta martedì prossimo (ore 19,30) al Teatro Carignano di Torino (in replica fino a domenica 16 febbraio). Per trasporre sul palco il film ispirato all’omonima opera dell’americano Budd Schulberg, Gassmann ha chiesto a Enrico Ianniello di adattare il testo e spostare l’azione dall’America degli anni Cinquanta alla Napoli di fine anni Settanta. «Mi serviva un porto industriale con problemi di lavoro, mi serviva una mafia organizzata, un gruppo di persone disinformate riguardo alle problematiche del lavoro e Napoli cascava a fagiolo».

Il plot è grosso modo lo stesso della pellicola. La storia racconta di un gruppo di operai vessati dalla camorra cui non riescono opporsi. Sarà uno di loro, pur facente parte della famiglia camorrista vessatrice, che, attraverso l’amore di una ragazza e il lavoro di convincimento di un prete illuminato, deciderà di fare un gesto eroico: andrà in tribunale a denunciare questo stato di illegalità, salvando così il lavoro di tutti. L’eroe in questione, il Terry Malloy di Marlon Brando, è Francesco Gargiulo, cui dà voce e corpo quel Daniele Russo, già protagonista in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.

«Russo – dice Gassmann – è un interprete ideale e credibile per raccontare i limiti e i difetti umani di protagonisti imperfetti ma proprio per questo emozionanti». Uno spettacolo corale, quello prodotto dalla Fondazione Teatro di Napoli, con dodici attori in scena e che vede Gassmann non solo in veste di regista, ma anche di sceneggiatore. «Fare il regista mi piace molto, fare lo scenografo ancora di più» confida l’artista romano. E si spinge oltre: «Sono su piazza anche per disegnare scene per altri registi».

Per questo spettacolo ha disegnato architetture sceniche a forma di libro aperto, fondali in pvc con proiezioni e retroproiezioni del porto industriale e dei vicoli del centro storico di Napoli. «Cerco sempre di ricostruire mondi credibili nei miei spettacoli, pensando ad ogni tipo di pubblico, nella convinzione che ora come non mai il teatro debba essere arte popolare, di difficile esecuzione ma di semplice fruizione». Mercoledì prossimo al Teatro Gobetti in programma a partire dalle 17,30 l’incontro con Daniele Russo e gli attori della Compagnia (ingresso libero fino a esaurimento posti).

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