Gat, rat, colomb e crin

Ci dev’essere una ragione per cui la gente con l’età acquisisce una maggiore sensibilità verso gli animali. Prendi le “gattare”, come a Roma chiamano le donne che nutrono i gatti randagi: normalmente sono anziane, o almeno non più giovani. Anche quelli che nelle città danno da mangiare ai colombi sono in genere pensionati. Chissà Crepet che bella spiegazione avrebbe. La solitudine esistenziale (questa però è più da Vattimo che da Crepet), il bisogno di canalizzare verso esseri viventi un amore non più assorbito da partner scomparsi o divenuti col tempo indifferenti (questa è da Meluzzi), la difesa nel mondo animale d’una vita che si sente sfuggire in sé (questa è da Zecchi) o il desiderio inconscio d’espiare con atti di bontà minimale l’indifferenza per i migranti (questa è da Bergoglio). Insomma, le bestie se la caverebbero meglio se fossimo tutti vecchi. Persino Brigitte Bardot nella seconda parte della sua vita si è messa a difendere foche e animali in genere. Ricordo quando anni fa s’infuriò coi cinesi che eliminavano annegandoli gli zibetti (sorta di grandi topi) sospettati di diffondere infezioni. Mi sembrò curioso che l’ex attrice s’indignasse per gli zibetti uccisi da una nazione che fucilava a migliaia i semplici ladri. E mi chiedevo anche perché BB non avesse fiatato quando qui in Europa abbattevamo migliaia di mucche pazze, o di maiali colpiti dalla peste suina. Forse aveva taciuto per discrezione. Perché, passi che un’ex-topa difenda il topo, ma che una donna dal passato sentimentale burrascoso difendesse pure i suini, poteva essere imbarazzante (questa è da Benigni).

collino@cronacaqui.it

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