IL GIALLO

Ritrovati i bagagli dei due ragazzi delle Bahamas “caduti” nel Po. L’autopsia conferma: sono morti annegati

Bisognerà attendere qualche giorno per capire se Ramsey e Blair avessero bevuto alcol o assunto droghe prima di finire in acqua. Intanto la questura smentisce l'arrivo di un "superpoliziotto"

A sinistra John Blair e a destra Alrae Ramsey

Si infittisce il mistero dei due giovani originari delle Bahamas ripescati privi di vita nelle acque del Po a Torino: le loro valigie, che finora non erano state ancora trovate, sono state rinvenute dagli agenti della squadra mobile, diretta dal dott. Martino, questo pomeriggio in una delle camere nel b&b di via La Loggia al Lingotto, lo stesso in cui la coppia di amici aveva alloggiato prima di far perdere le proprie tracce.

CHI HA SPOSTATO I BAGAGLI?
I trolley, con gli effetti personali (laptop, abiti e alcuni documenti) di Alrae Ramsey e Blair John, erano all’interno di una stanza chiusa. Non si trovavano dunque nella camera precedentemente occupata dai due caraibici. Come mai e soprattutto chi e perché li ha spostati da quel posto? A questa e ad altre domande sono chiamati a dare ora una risposta gli agenti della mobile torinese che stanno procedendo con ulteriori accertamenti.

INTERROGATO IL PROPRIETARIO DEL B&B
La polizia sta infatti interrogando il proprietario della struttura, chiamato a chiarire per quale motivo i bagagli dei due giovani si trovassero in quella stanza chiusa e per quale motivo non ne aveva denunciato la presenza.

MORTI PER ANNEGAMENTO
Nel frattempo l’esito dell’autopsia, effettuata questa mattina sui corpi dei due giovani, ha confermato l’esito della morte per annegamento, così come era già emerso da una prima analisi del medico legale.

IN ATTESA DEGLI ESAMI TOSSICOLOGICI
Bisognerà ora attendere qualche giorno per conoscere i risultati completi degli esami tossicologici e per capire, di conseguenza, se i ragazzi avessero assunto sostanze stupefacenti o alcol prima di finire (sono caduti accidentalmente o sono stati spinti?) in acqua.

IL GIALLO DI RAMSEY E BLAIR
La vicenda legata alla scomparsa di Keiorn Alrae Ramsey, 29 anni e John Blair Rashad Randy, 28, è ancora avvolta nel giallo. Ramsey, collaboratore di un ministero delle Bahamas, è stato il primo ad essere ritrovato: è accaduto martedì scorso quando il suo corpo è stato notato riverso nelle acque del Po, all’altezza del ponte Isabella.

MACABRO RITROVAMENTO
Il giorno dopo, nello stesso fiume, questa volta all’altezza di Lungopo Antonelli, a un tiro di schioppo da piazza Chiaves, è stato trovato anche il cadavere del suo amico e connazionale Blair, studente alla Saint Mary’s University di Londra, ma residente in Canada.

PRESENTATA DENUNCIA DI SCOMPARSA
Per entrambi era stata presentata denuncia di scomparsa, fino a quando i loro corpi non sono riaffiorati dalle acque. A notare il cadavere del 28enne è stato un passante che, notato il corpo in acqua, ha allertato le autorità.

IL MISTERO DEL TERZO UOMO
Ramsey e Blair, amici fin dai tempi del college, vivevano lontani e il viaggio in Italia era stata, per loro, l’occasione per una rimpatriata. Per la verità avrebbero dovuto essere in tre a Torino, con una prenotazione per quattro notti (dal 28 al 31 maggio) in un bed & breakfast in via La Loggia 2 nei pressi del Lingotto effettuata a nome di Redmond Fraser, nato a Nassau nelle Bahamas, scienziato alla Saint John’s University e amico di Alrae Ramsey e John Blair. E’ risultata sua, infatti, la carta di credito con la quale dagli Stati Uniti è stato saldato il conto del soggiorno.

CHE FINE HANNO FATTO LE VALIGIE?
Stranamente però, dopo aver prenotato e pagato la stanza, Fraser avrebbe cambiato programma non presentandosi in albergo. Perché? A complicare il giallo le valigie dei due amici che ancora non sono state ritrovate. E la madre di uno dei due che non crede affatto all’ipotesi dell’incidente.

NESSUN “SUPER AGENTE” IN ARRIVO DALLE BAHAMAS
Nel frattempo, sul fronte delle indagini, è la squadra mobile di Torino, coordinata dai pm Enzo Bucarelli e Giulia Rizzo, ad indagare. Ci ha tenuto a precisarlo la stessa questura del capoluogo piemontese, dopo che, nelle scorse ore, si era diffusa l’indiscrezione relativa all’imminente arrivo in Italia di un “superpoliziotto” delle Bahamas inviato sul posto proprio per affiancare l’attività degli investigatori. “Tale notizia – ha precisato la questura – è destituita di ogni fondamento”. Allo stato dei fatti, non viene comunque esclusa alcuna ipotesi di reato.

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single