Delitto Rosboch

Insegnante uccisa, Abbattista shock in aula: “Gabriele mi insultava e mi picchiava”

L'imputata, a processo per concorso in omicidio e truffa, parla del figlio: "Devo ancora accettare quello che ha fatto ma gli vorrò comunque sempre bene"

Caterina Abbattista, la madre di Gabriele

Si è chiusa questa mattina in tribunale, a Ivrea, l’udienza dedicata all’interrogatorio di Caterina Abbattista, a processo per concorso in omicidio e truffa. La donna, madre di Gabriele Defilippi, reo confesso assassino della professoressa Gloria Rosboch e già condannato, col rito abbreviato, a 30 anni di reclusione, ha risposto prima alle domande di Stefano Caniglia, avvocato di parte civile, poi a quelle dei suoi legali, Gianpaolo Zancan e Tommaso Levi, che hanno tentato di fare luce sulla situazione famigliare della Abbattista, a loro avviso succube del figlio violento.

“GABRIELE MI INSULTAVA E MI PICCHIAVA”
Gabriele mi insultava e mi picchiava quando era arrabbiato – ha raccontato la donna – se la prendeva con me perché non guadagnavo abbastanza e non riuscivo a dargli di più”. E’ anche successo che Gabriele picchiasse il fratellastro Claudio, “che interveniva per difendermi”, ha precisato la Abbattista. Il bambino, come ha rivelato la madre, è oggi seguito da uno psichiatra. “Nonostante tutto – ha poi concluso l’imputata – starò sempre vicino a mio figlio durante la detenzione perché sono la mamma. Non smetterò di volergli bene anche se devo ancora accettare quello che ha fatto”. Prossima udienza il 22 maggio. La sentenza è attesa per metà giugno.

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