La fioriera dello spaccio

Terrorismo suprematista: arrestato 22enne di Savona (foto depositphotos)

C’erano una volta i ragionati progetti delle aree pedonali. Ricordo quello di via Garibaldi, per fare un esempio. O quello di via Lagrange. Spazi conquistati al passeggio e allo shopping. E adesso ci sono le fioriere e i panettoni. Poco costosi al punto che si possono mettere lì, a caso, con un camioncino dotato di una piccola gru. Senza star lì a progettare, a perdere tempo nelle consultazioni con i cittadini (lunghe e magari fastidiose). Magari pure di notte, con simpatici blitz. Strumenti con cui – ci è stato detto – si è cominciato a disegnare un’altra Torino, diciamo così “smart” a far da corollario alle piste ciclabili, talmente flessibili da poter essere montati e smontati alla bisogna. Che poi interrompano una strada (via Pincipe Tommaso ad esempio, o via Lombroso), blocchino un ambulanza a Borgo Dora o stravolgano la viabilità in via Rocciamelone piuttosto che in via Locana (borgata Campidoglio), poco importa. Peccato che poi per bloccare davvero il traffico si arrivi ad usare i panettoni in cemento, facendo un grosso favore a chi vive di spaccio. Piccoli fortini, altro che aree pedonali, dove la droga scorre a fiumi. Proprio come l’altra sera, ore 23 e 30 circa, quando un nobile esponente dello spaccio al minuto, tal Mohamed Bashar è stato arrestato dopo la rapina e il pestaggio con un compare, ad un infermiere eroe del Covid, proprio dietro ai panettoni, figli della progettazione smart, tra via Belfiore e via Morgari o meglio tra la chiesa e la Casa del quartiere. Una mini isola pedonale rubata alla gente e regalata a criminali. Per aggiungere una ciliegina alla torta, quel gran bel tipo di Bashar era uscito di galera esattamente quattro ore prima. Giusto il tempo per organizzarsi un “prelievo” ad un cristiano che aveva appena finito di lavorare alle Molinette, e non trovando un tram, si era incamminato a piedi lungo via Ormea. Visti i risultati di questa rivoluzione della fioriera oserei suggerire forti ripensamenti. E non per favorire l’ormai odiosa automobile, ma semmai il buonsenso e pure la salvaguardia di chi ha la sfortuna di abitare in quelle strade. E magari potrebbe avere bisogno di soccorso.

fossati@cronacaqui.it

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