LA NOVITÀ

La foresta fossile e i crimini ambientali. Un ecothriller lungo la Stura di Lanzo

Un tesoro poco conosciuto nel libro di Cristina Converso

Lungo la Stura di Lanzo c’è un luogo di cui pochi conoscono l’importanza: è la foresta fossile, affiorata non troppi anni fa a causa di un’alluvione e contenente reperti stupefacenti, come alberi risalenti a tre milioni di anni fa. Questo luogo di particolare bellezza e immenso valore archeologico ed ecologico è la molla che spinge l’ecothriller “La foresta fossile” (BuendiaBooks, 14,50 euro) di Cristina Converso.

Una serata a teatro per annunciare i risultati delle ricerche sulla foresta fossile è l’inizio del thriller: il professor Ernesto Maina, lo scopritore della foresta, non si fa vedere, si scopre anzi che è scomparso nel nulla. I suoi assistenti, la geologa Martina Globo e il dottore forestale Giulio Nervi, iniziano così una indagine parallela a quella condotta dalla polizia.

Ma non tutto è così semplice lineare. Perché in questa storia incrociamo anche le vicende di un grande imprenditore, probabilmente troppo “disinvolto” nello smaltimento di rifiuti, e di suo figlio, che è alla prese con una misteriosa barbona salvata in strada che per qualche via misteriosa si trasforma nella sua coscienza.

Cristina Converso, nella scrittura, è rimasta particolarmente affascinata, parole sue, da Giulio Nervi, con cui condivide la professione di dottore forestale. Ma Giulio è anche un combattente, è un pugile, un gigante determinato e apparentemente inarrestabile, silenzioso e ombroso tanto quanto Martina Globo è delicata e razionale, eppure altrettanto testarda. Nello schema è Giulio Nervi che si lancia a testa bassa nello scontro e nelle indagini, fino ad affrontare il responsabile non solo del crimine, ma di un autentico reato ambientale. Cristina, però, ha sovvertito (possiamo anche dirlo, senza svelare troppo) lo schema delle “fiabe”, per cui è la principessa Martina che corre al salvataggio del cavaliere Guido, un po’ davvero in sella a un cavallo un po’ con un “destriero” imponente ma certo inconsueto.

Un thriller ad alta tensione, anzi un ecothriller, perché qui la vittima non è solo il professore sparito ma anche l’ambiente, l’ecosistema tutto. Pur non mancando una affascinante vicenda di padri e figli, di rancori e segreti, di rese dei conti che arriveranno in un finale pirotecnico ad altissima velocità.

Questo libro ha il Patrocinio e la prefazione della Città Metropolitana di Torino, nonché una appendice normativo-giuridica a cura del professor Alessandro Crosetti e una appendice tecnico-scientifica a cura del professor Edoardo Martinetto, che fa parte del gruppo di studio che, nel 2000 quando l’alluvione rese visibili le ceppaie della foresta fossile, iniziò gli studi su un patrimonio dell’umanità la cui conservazione è particolarmente complessa. Così come la salvezza dell’ambiente, contro il quale si commettono i reati più gravi di questa nostra epoca.

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