MONCALIERI

La giunta sull’orlo del precipizio. Città verso il commissariamento

I Moderati non votano il rendiconto finanziario. Venti giorni per salvare Montagna

Paolo Montagna, la sua giunta e la maggioranza sono a un passo dal capolinea. Ieri sera, durante un consiglio comunale drammatico in cui il primo cittadino ha ringraziato tutti, come ad annunciare la fine della sua esperienza da sindaco, non è stata votata la delibera del rendiconto finanziario in scadenza come da normativa, per l’assenza in aula dei Moderati e del consigliere Pd Giuseppe Avignone, in contrasto con il resto degli alleati sulle linee guida urbanistiche, che si sarebbero dovute votare subito prima del rendiconto. Non avendo votato il documento economico, per mancanza del numero legale, partirà inevitabilmente la procedura di commissariamento della città. Serve un miracolo dell’ultim’ora per una crisi gravissima. Ora, entro venti giorni il rendiconto dovrà essere approvato, altrimenti il governo comunale cadrà.

La grave spaccatura in maggioranza si è consumata negli ultimi giorni, durante le commissioni organizzate per parlare di urbanistica, di recupero delle aree dismesse. Non sono bastati 17 incontri ufficiali per superare i nodi. Abelio Viscomi, capogruppo dei Moderati, nel suo intervento di ieri sera è stato chiaro: «Non voteremo le linee guida e abbandoniamo l’aula. Purtroppo non ci sono state le condizioni per trovare un’intesa e vorremmo che la discussione si portasse ai vertici regionali dei nostri partiti, per superare l’impasse che si è creata. In quel documento urbanistico mancano tutta una serie di cose che noi riteniamo fondamentali, come la salvaguardia del territorio. In mancanza di queste intese, noi non possiamo che lasciare il consiglio».

La situazione è precipitata dopo un incontro di maggioranza avvenuto alla vigilia dell’assemblea comunale, in cui i Moderati hanno chiesto cambiamenti drastici, attraverso emendamenti, su alcuni tratti delle linee guida urbanistiche. Come l’altezza dei palazzi, da costruire eventualmente sui siti da riqualificare.

La risposta di Paolo Montagna alla posizione dei Moderati è stato un mix di apertura e di testamento politico da sindaco: «I moncalieresi dormiranno tranquillamente se ci prendiamo qualche altro giorno per discutere di come rigenerare le fabbriche abbandonate. Non possiamo però aspettare per il voto al rendiconto finanziario, perché consegniamo la città al commissario prefettizio, mettendo la città in ginocchio. Noi non vogliamo passare dai vertici regionali del partito. Abbiamo sempre operato con la schiena dritta per il bene della città e così continueremo a fare, autonomamente. Volevo ringraziare la mia squadra e tutte le persone che ho avuto l’orgoglio di incontrare in questi due anni di amministrazione».

Un rapporto, tra sindaco e Moderati, complicato fin dal primo giorno di governo. Già dal consiglio comunale di insediamento quando non si votò subito il presidente del consiglio comunale scelto, proseguendo con altre situazioni critiche in cui è mancato il numero legale nell’assemblea comunale per fratture gravi su vari temi: urbanistica soprattutto.

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