La legge del palanchino

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Tanto per rassicurarvi, informo che gli zingari cacciati dal campo regolare di via Germagnano, hanno trovato casa. E pure in palazzine appena ristrutturate, come è accaduto in via Ghedini e in via Gallina nel cuore di Barriera Milano. Ma non pensate che si tratti di piano ragionato di inclusione sociale. Gli zingari, assai abili nell’uso del palanchino, l’alloggio se lo sono trovati da soli, informati – chissà da chi e chissà a quale prezzo – da qualcuno che possiede la mappa delle case popolari libere. Un gioco facile per chi è abituato ad arrangiarsi. E che adesso fuma serenamente nei cortili di questi palazzi dopo aver fatto accampare la numerosa famiglia. L’ennesima beffa a questa Torino che sembra aver smarrito anche le regole più elementari della convivenza civile e, mentre vengono abbattute le casette del campo che tra l’altro sono costate ai tempi oltre due milioni e mezzo di euro, assiste impotente ad un sopruso più grave di altri. Perché per andare a vivere in quelle case conquistate buttando giù una porta, servono anni di attesa, graduatorie difficili da scalare e rispetto delle regole. Dunque ci sono altre famiglie di cittadini onesti che dovranno armarsi di pazienza lasciando spazio a chi viola abitualmente la legge. Già perché tra i conquistatori del nuovo tetto ci sono molto probabilmente ladri e pregiudicati per altri reati. E a nulla, o quasi, varranno le denunce per occupazione abusiva contestate dalla polizia municipale visto che questa è la città che non osa sgomberare un bene dell’Unesco e altri centri sociali preda degli squatter. Figurarsi famiglie che in camera e cucina ospitano pure sette bambini.

fossati@cronacaqui.it

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