L’ANALISI

Ecco la mappa dell’inquinamento: paura anche per scuole e ospedali

I cittadini di “Torino respira”: «Nell’84% delle strade rischi di aumento della mortalità»

Fonte: Depositphotos

Che Torino fosse malata d’inquinamento già si sapeva. E non è una sorpresa scoprire che lo smog non fa differenze tra centro e periferia. Un conto, però, sono i freddi numeri degli ormai noti rilevamenti dell’Arpa. Un altro è la dimostrazione plastica di quanto la nostra città sia una camera a gas, con una mappa del mal d’aria che permette a tutti, con un semplice click, di scoprire le concentrazioni di biossido di azoto nella via in cui si vive o in cui si portano i propri bimbi a scuola. Il particolare stradario si può consultare sul sito del comitato “Torino respira” che ieri ha presentato i risultati della campagna realizzata nel mese di febbraio, con oltre 200 cittadini che hanno acquistato e installato 300 campionatori passivi per il rilevamento del biossido di azoto presso la propria abitazione o in un luogo importante per loro, come il posto di lavoro, la scuola dei figli o il parco in cui vanno fare sport.

Tutte le circoscrizioni di Torino sono state interessate dal campionamento che ha consentito di raccogliere 274 dati utili. I valori di concentrazione media annua stimata sono in linea con i valori medi annui misurati dall’Arpa nei 4 anni precedenti (48,6 µg/m3 contro 48,9 µg/m3), ma i valori massimi sono risultati più alti (85 µg/m3 contro 79,20 µg/m3). Il 91% dei siti campionati ha concentrazioni superiori al limite di legge di 40 µg/m3 su base mensile e l’84% dei siti campionati ha concentrazioni superiori al limite di legge di 40 µg/m3 su base annua (84% a Milano, 60% a Roma, 10% a Brescia).

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