La morale della favola

Sembrava una favola. E invece è tutto vero. Cristiano Ronaldo è il nuovo re di Torino. Non solo della Juventus e di casa Agnelli. Cr7, abituiamoci a questa sigla, sarà un patrimonio di tutta la città, il passaporto del nome di Torino nel mondo. Inutile nasconderlo, questo è davvero il colpo del secolo, calcisticamente parlando, ma non solo: nessun campione o uomo di spettacolo ha la popolarità di questo eterno ragazzo che, a 33 anni, ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco ed ha scelto noi. Non Milano e neppure Parigi, Manchester o la Cina. E’ venuto qui ed è venuto per vincere. L’ultima parola la dirà il campo, ma intanto la favola è diventata realtà in un resort di gran lusso in Grecia dove forse è valso anche il glamour di un nome che non ha pari: quello degli Agnelli. E se c’è una morale tra le tante di questa fiaba calcistica è riaffermare l’indissolubile legame tra la Famiglia e la sua città. Come quando lo zio di Andrea, l’Avvocato, era nostro ambasciatore nei salotti dei Kennedy, dei Churchill e dell’Aga Khan. Come quando proprio l’Avvocato decise e volle fortissimamente lasciare un ultimo regalo ai torinesi come lui, le Olimpiadi del 2006. Quella fu la cerimonia di passaggio tra la città fabbrica e l’ex capitale che si apriva al mondo. Oggi inizia una fase nuova, con altre Olimpiadi alle porte e con un campionissimo che saprà attrarre non solo tifosi ma anche e soprattutto turisti. Tutti a Torino per vedere Palazzo Reale, l’Egizio, Venaria e una nuova meraviglia.

fossati@cronacaqui.it

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