La pestilenza elettronica

Ecco una delle notizie che mi rendono più lieve la prospettiva dell’addio (ormai statisticamente vicino) a questo mondo: è arrivato il Grande Fratello. Non parlo del detestabile e insulso reality show di Canale 5, ma del gigantesco sistema di identificazione messo in atto in Cina mediante l’uso di telecamere.

Lo hanno chiamato “sistema di credito sociale” e serve a valutare il “livello di civiltà” dei cittadini, penalizzando chi non rispetta le norme. Funziona con 170 milioni di telecamere fisse installate su tutto il territorio (una ogni dieci abitanti circa) che identificano, attraverso le targhe e i software di riconoscimento facciale, ogni singolo cittadino “sospetto”, spiandolo, osservandolo e seguendolo.

Sospetto di cosa? Di infrazioni come aver diffuso informazioni false, aver comprato prodotti esteri, aver attraversato la strada senza guardare, aver commesso infrazioni finanziarie, ecc. Gli spiati saranno valutati con un punteggio che, se basso, li priverà del diritto di fare viaggi in treno o aereo, di affittare una casa o di contrarre prestiti.

Questa assurda violazione della privacy con acquisizione di dati assolutamente personali (dove vai, chi vedi, cosa fai) unita alla censura su internet ha scatenato un ampio dibattito dentro e fuori della Cina, ma le autorità se ne fregano. Volevano e ora hanno il controllo totale della popolazione. Qualcosa di simile è già in atto per le infrazioni stradali a Singapore, dove non c’è dittatura come in Cina. La tentazione per i governi è forte. Spero di aver già tolto l’incomodo quando la peste arriverà anche qui.

collino@cronacaqui.it

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single