Con la piuma sul cappello

Macron ha richiamato l’ambasciatore? Faccia pure. Gli faccia consigliare da sua moglie, che ha 24 anni più di lui, la piuma giusta sul cappello. Dice: ma non era mai successo dal 1940. Mai successo perché nessun inquilino dell’Eliseo è mai stato gasepio come questo. Si è offeso perché i 5 Stelle corteggiano i gilets jaunes.

Pensa tu! Proprio lui che ha inventato un partito (“En marche”) così trasversale che corteggia adepti di ogni parte in nome del “superamento della destra e della sinistra”! E poi nessuna mossa pentastellata, per goffa che sia, può bruciare come lo schiaffo dato dalla Francia all’Italia con la famosa “dottrina Mitterrand” che offrì e offre ancora rifugio ai terroristi rossi italiani fuggiti in Francia.

Nonostante questa dottrina sia stata ufficialmente abrogata all’inizio degli anni duemila, i giudici francesi continuano a rigettare le nostre richieste di estradizione. Ne proteggono ancora dodici, di terroristi latitanti, con la scusa che «il sistema giudiziario italiano non corrisponde all’idea che Parigi ha delle libertà».

Non è sciovinismo questo? Vorranno anche, visto che sono Campioni del mondo, ficcare il naso nelle formazioni di Mancini con la scusa che «non corrispondono all’idea che Parigi ha del calcio»? Non è questione di fare i nazionalisti. Sono loro i primi a farlo, da sempre. Ce ne fanno di tutti i colori, con altero disprezzo, dagli sconfinamenti a Ventimiglia e Bardonecchia al caso Fincantieri-Stx, dalla guerra Vivendi-Mediaset al petrolio libico post Gheddafi. E noi? Sempre a chinare il capo? Stavolta Salvini ha detto basta. Non si può sempre porgere l’altra guancia. E non so proprio come dargli torto.

collino@cronacaqui.it

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