Ps4, Xbox One, Swithc, Pc, Stadia

LA RECENSIONE – Doom Eternal

Per i giocatori della mia generazione, prendere in mano un joypad e vedere scorrere davanti al proprio naso quelle quattro lettere, è sempre una emozione. Per i quarantenni (e qualcosa in più) Doom non sarà mai un gioco come un altro, perché rimanderà sempre a notti insonni – quando l’unica preoccupazione era l’interrogazione del giorno successivo – trascorse a chiedersi quale orrore si sarebbe celato dietro il prossimo angolo, a cercare camere segrete ma soprattutto a sparare, sparare, sparare a qualunque cosa si muovesse sullo schermo.

Doom non è stato il primo sparatutto in prima persona ma sicuramente è stato quello che ha lanciato il genere forse più amato  dai videogiocatori di tutto il mondo, il gioco che ha convinto tanti adolescenti a farsi comprare i primi computer, ed è forse, con Wolfenstein, la licenza più longeva del mondo videoludico, ancora in vita a 27 anni dalla sua prima apparizione. E anche in ottima salute, visto che questo Doom Eternal non solo è un ottimo gioco ma ha battuto anche la pandemia: il coronavirus ha costretto i negozi a chiudere ma il gioco è coraggiosamente uscito lo stesso, candidandosi a diventare un acquisto online obbligato per chi vuole trascorrere un po’ delle proprie ore di “reclusione” in casa senza pensare troppo a cosa sta accadendo fuori. Un gioco ottimo anche da condividere tra papà e figli, un cavallo tra due generazioni. Quindi, mani alle carte di credito, scaricate Doom Eternal a cominciate a far fuori un po’ di demoni.

LA TRAMA

Ok, chi ha giocato a un qualunque capitolo del passato lo sa già: la trama non è l’aspetto principale di Doom. L’intreccio cede sempre il passo alla frenesia del gioco, alla voglia di procedere oltre per vedere quale altro errore gli inferi hanno deciso di vomitare lungo la nostra strada. Questa volta però gli sviluppatori hanno cercato di costruire anche una storia interessante, che in qualche modo rimetta un po’ di ordine nella saga e che faccia un po’ di chiarezza anche sull’eroe, il Doom Slayer che ha la curiosa caratteristica di essere nato ben prima di Lara Croft, Ezio Auditore, Duke Nukem, Kratos e praticamente tutti gli altri eroi più conosciuti del mondo videoludico ma di non essere mai stato caratterizzato a sufficienza. Un eroe conosciutissimo ma quasi anonimo, forse perché l’intenzione originale era quella di favorire l’immedesimazione del giocatore creata dall’innovativa, per l’epoca, visuale in prima persona.

Da quegli anni il settore si è evoluto e sviluppato ma il Doom Slayer ha continuato a restare un po’ nell’ombra. Prova a uscirne ora, con questa lunga (tra le 15 e le 20 ore) avventura che prende il via subito dopo la fine del reboot del 2016 e che questa volta ci proietta su una Terra invasa dalle legioni infernali, devastata dalle battaglie che hanno lasciato sul terreno solo orrore, rovine e sangue. Ascoltando i dialoghi, osservando i filmati e soprattutto leggendo le pagine del Codex scopriremo qualcosa in più sul Doom Slayer e su che fine abbiano fatto le Sentinelle della notte, i suoi compagni di battaglia. Le sorprese non mancheranno anche se il vero punto di forza del gioco resta sempre il gameplay. E allora andiamo a vedere il perché!

IL GAMEPLAY

Diciamolo subito: Doom Eternal è un gioco difficile. Scordatevi gli sparatutto moderni. Eternal dal passato eredita non solo il suo prestigioso nome ma anche la difficoltà tipica dei giochi dell’epoca, quando il “game over” non arrivava solo alla fine dell’avventura. In Eternal morirete, e lanche ai livelli più bassi lo farete molto più spesso di quanto possiate credere. Questo perché ci troviamo di fronte a un gioco che eredita le stesse meccaniche dal suo predecessore ma le inserisce in un gameplay ancora più ricco, dove la scelta dell’arma giusta al momento giusto e della corretta strategia segnano la differenza tra vita e morte. Le scelte a vostra disposizione sono infatti numerose e solo la perfetta combinazione vi garantirà un successo reso ancora più complicato dalla velocità e dal ritmo forsennati con cui vi troverete a confrontarvi.

Partiamo dalla prima regola: chi si ferma è perduto. Non pensate di poter restare al sicuro dietro un riparo o di avere il tempo di prendere comodamente la mira come un cecchino: in combattimento, restare fermi un solo secondo di troppo vi costerà la vita. La cosa più complicata a questa velocità è quella di prendere correttamente la mira, indispensabile per colpire alcuni nemici nel loro punto debole. A vostra disposizione avrete come sempre delle granate e un gran numero di armi, ognuna personalizzabile con alcune modalità di fuoco secondarie tra cui scegliere e che troverete lungo il vostro cammino. E di fronte a voi avrete un altrettanto grande numero di demoni, ognuno più sensibile degli altri a un certo tipo di arma. In più dovrete imparare a padroneggiare al meglio tutti i movimenti dello Slayer, a cominciare dal doppio salto e dallo scatto, oltre alle possibilità offerte dalle arene: piattaforme, sottopassaggi, portali, ascensori gravitazionali attraverso cui muoversi a velocità folle per evitare gli assalti dei demoni e attaccarli al punto e al momento giusti. Salute e munizioni si troveranno a terra ma non solo: la prima si ottiene anche con le uccisioni epiche, le seconde facendo a fette i demoni con l’iconica motosega. Come sempre, potrete anche trovare elementi per la vostra corazza, ottenibili invece attivando un lanciafiamme da spalla con cui colpire gli avversari. E quindi anche la scelta di come uccidere i nemici assume una importanza fondamentale per non ritrovarsi a corto di proiettili, corazza e salute. Insomma, ogni combattimento finisce per assomigliare a un balletto da eseguire con l’arma giusta e nel corso del quale alternare attacchi e fughe, salti e scatti e in cui sbagliare anche solo una mossa rischia di costare molto caro.

Nel gioco avrete a disposizione una accurata mappa che vi guiderà attraverso i vari livelli, in linea di massima sempre contraddistinti dall’alternanza tra fasi di trasferimento e arene. Le prime sono sezioni con pochi e facili combattimenti, fasi platform da superare con salti, scatti e arrampicate e nelle quali dedicarsi alla ricerca di collezionabili e aree segrete (sì, i muri crepati da abbattere ci sono ancora). Le seconde sono aree dedicate ai combattimenti, dove vi saranno lanciate conto ondate di demoni via via più vari e forti.

Proseguendo nel gioco, avrete modo di personalizzare ulteriormente non solo le armi ma anche poteri e statistiche dello Slayer attraverso una lunga serie di sbloccabili, talmente tanti che alla fine si rischia di smarrirsi tra tutte le possibilità offerte.

IL COMPARTO TECNICO 

Dal punto di vista tecnico, siamo di fronte forse al miglior sparatutto in prima persona attualmente sul mercato. Ovviamente la prima cosa a saltare all’occhio è l’eccezionale fluidità dei movimenti. Ci saranno molti momenti in cui sullo schermo si muoverà un gran numero di demoni di vario tipo, molti dei quali a una velocità talmente elevata da chiedervi chi diamine ve lo abbia fatto fare a lanciarvi in questa sfida. Anche in quei momenti, mentre magari pure voi andate da una parte all’altro scatti e salti, il motore di gioco non mostra la minima indecisione, tanto da darvi l’idea che in certi momenti la velocità sia addirittura eccessiva.

Un capolavoro tecnico che si inserisce in un contesto fatto da mappe di gioco studiate fin nel minimo dettaglio per consentire di sfruttare appieno la varietà dei movimenti e delle armi dello Slayer e realizzate con una grafica particolarmente ispirata, sia per le ambientazioni che per i personaggi e le uccisioni epiche. Insomma, un vero spettacolo per gli occhi. E anche per le orecchie, visto l’ottimo doppiaggio in italiano e la bella colonna sonora.

Doom Eternal è un gioco prodotto da Bethesda per Ps4, Xbox One, Swithc, Pc e Stadia. La versione utilizzata per la recensione è quella per Xbox One.

I VOTI

Gameplay 9,5

Grafica 9,5

Audio 9

Longevità 9

TOTALE 9,25

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