La decisione è dello scorso 30 aprile. A comunicarlo gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone

PER LA PRIMA VOLTA. Cellulare causa tumore al cervello: l’ha detto giudice a Torino

Il Tribunale di Ivrea ha condannato l'Inail a pagare un vitalizio . Lo sfortunato dipendente: "Dopo 15 anni non sentivo più nulla"

Roberto Romeo

Per la prima volta in assoluto l’uso scorretto del cellulare viene riconosciuto come causa di un tumore al cervello.

La sentenza, come comunicato dagli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone dello studio legale torinese “Ambrosio e Commodo” giunge direttamente dal tribunale di Ivrea.

L’Inail è stato così condannato a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale a Roberto Romeo, 57enne dipendente Telecom cui è stato diagnosticato il tumore dopo che per 15 anni ha usato il cellulare per più di tre ore al giorno senza protezioni.

La sentenza è stata emessa lo scorso 30 marzo da Luca Fadda, giudice del Lavoro del Tribunale di Ivrea.

Questo il messaggio dei due legali. “Speriamo che questa decisione spinga ad una campagna di sensibilizzazione che in Italia non c’è ancora. Come studio abbiamo aperto il sito www.neurinomi.info, dove gli utenti possono trovare anche consigli sull’utilizzo corretto del telefonino”.

LA REAZIONE. “Ero obbligato a parlare al cellulare e per 15 anni ho fatto innumerevoli telefonate anche di venti e trenta minuti a casa”.

Esordisce così Roberto Romeo, il dipendente sfortunato protagonista della vicenda. “All’improvviso ho iniziato ad avere la sensazione di avere le orecchie tappati. Poi nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Ora non sento più nulla dall’orecchio sinistro, perché mi hanno asportato il nervo acustico”.

Infine il suo messaggio. “Non voglio demonizzare l’uso del telefonino, ma bisogna farne uso consapevole”.

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