IL CASO. Gli atti dell’indagine sui disservizi negli uffici

L’anagrafe senza fila per John Elkann, Vip e i big di Juve e Toro

Per la Procura i favori erano “comprensibili”. «Non risultano aver inciso sulle lunghe attese»

C’era una volta l’ancienne politique. Quella delle raccomandazioni e dei favori, del “mi manda Picone”, o del “lei non sa chi sono io”. Quella stagione, adesso è passata, cancellata. Spazzata via da nuovi volti e nuovi slogan che hanno aperto la strada all’epoca dell’“uno vale uno”. Qualcuno, però, resta più “uno” degli altri. E senza neppure dover dire “non sa che uno sono io” mantiene piccoli privilegi che lo rendono diverso dai comuni mortali. Come all’anagrafe, che per il cittadino comune è sinonimo di mal di pancia e infinite attese, ma per i Vip, almeno fino all’anno scorso, non avrebbe mai rappresentato un problema, visto che loro – i Very important people – le code le avrebbero sempre saltate.

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