Stamane l'udienza preliminare. Sarà cruciale la valutazione della perizia del giudice Tiseo. Il 3 luglio si torna in aula

Lanciò neonato dal balcone. Per il consulente del Tribunale la mamma non era capace di intendere e di volere

La procura di Ivrea contro questa tesi. Sarebbero emerse ricerche su parto e maternità della Ventura

Valentina Ventura con la sua figlioletta di 3 anni

E’ avvenuta questa mattina al tribunale di Ivrea l’udienza preliminare per il processo contro Valentina Ventura, la 35enne di Settimo Torinese che lanciò dal balcone di casa il figlio neonato subito dopo il parto.

Il nodo cruciale è quello della valutazione delle perizie psichiatriche da parte del giudice Marianna Tiseo. Secondo Enrico Zanalda, consulente del tribunale, la Ventura non era capace di intendere e di volere.

Ma la procura di Ivrea contesta tale versione ei fatti. Infatti dall’analisi del pc e del telefono della Ventura è emerso che ci sarebbero state specifiche ricerche sulla maternità prima del parto avvenuto il 30 maggio 2017.

La donna è in carcere a Torino dallo stesso giorno in cui ha commesso l’infanticidio del piccolo, nato da una relazione extraconiugale. Il pm Lea Lamonaca ha chiesto una perizia collegiale sulla donna, richiesta respinta dal giudice. Si tornera’ in aula il 3 luglio.

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