IL 2020 DEL TORO

L’anno che verrà: strategie e futuro, a marzo si decide

Foto di repertorio

L’ultima immagine del 2019 granata è rappresentata dai volti cupi di Belotti e compagni, i quali salutavano il Grande Torino sommersi dai fischi e dalla contestazione per la sconfitta interna contro la Spal. È ormai di dodici giorni fa, domenica si proverà a voltare pagina: di fronte una delle formazioni più in forma del campionato, la Roma, in uno degli stadi più ostici per i granata, che nell’era Cairo hanno perso dieci delle dodici trasferte giallorosse. Sogni e propositi del 2020, con Walter Mazzarri che entra nel periodo più caldo nell’anno. Nonostante sia appena iniziato.

VERITA’ IN PRIMAVERA
Già, perché è adesso che si gioca il futuro, lui con i suoi giocatori. A giugno si faranno le valutazioni anche sulle possibili uscite dei big, che in caso di mancata qualificazione in Europa saranno difficili da trattenere ancora, mentre il tecnico e il rinnovo non sono mai stati così distanti: è dall’estate che il presidente Cairo continua a parlare di prolungamento, ma l’accordo non è mai stato messo nero su bianco. Nel frattempo, poi, il Toro ha cominciato un percorso di decrescita, culminato con la clamorosa rimonta da 0-3 a 3-3 contro il neopromosso Verona e il rumoroso tonfo contro l’ex fanalino di coda Spal. Dalle parti di via Arcivescovado e della Cairo Communication continuano le riflessioni, tra la necessità di un riscatto immediato e la programmazione del futuro. A meno di incredibili tracolli da qui a maggio, Mazzarri arriverà alla fine del contratto, in scadenza a giugno: è difficile pensare di arrivare a un divorzio dopo che è stato confermato dopo due delle sfide più nere della sua gestione. Ma verso marzo, in ogni caso, si comincerà a tracciare la prossima stagione: e, a meno di impennate incredibili da qui a maggio, Mazzarri non sarà più il tecnico granata. Per il momento resta in un limbo, intanto si sbirciano i possibili allenatori del Toro di domani.

I NOMI DEL FUTURO
Tra i motivi della conferma del tecnico c’è anche la mancanza di sostituti: le alternative più credibili, Gennaro Gattuso e Davide Nicola, si sono ormai accasati altrove e la piazza non offre grandi nomi. A giugno, però, sarà tutto diverso. Perché si potrebbe puntare su Eusebio Di Francesco, il quale dopo il fallimento genovese sponda Samp ha una gran voglia di riscatto ed è sempre stato un tecnico stimato da Cairo. Un po’ la stessa storia di Marco Giampaolo, silurato dal Milan dopo gli anni d’oro all’ombra della Lanterna: è un altro profilo che può fare al caso del club di via dell’Arcivescovado.

CAPODANNO NELLE LANGHE
Belotti, Berenguer, Edera: ecco il tridente granata che ha deciso di festeggiare insieme l’arrivo del 2020. Una cena a base di tartufo alla Ciau del Tornavento, agriturismo gettonassimo tra i giocatori del Toro, dove i tre attaccanti hanno brindato insieme alle rispettive compagne. Poi, oggi pomeriggio, tutti in campo al Filadelfia: Mazzarri ha ritrovato Izzo, che aveva saltato il penultimo allenamento dell’anno a causa di un attacco febbrile. La marcia verso Roma prosegue, c’è da studiare come sostituire gli squalificati Ansaldi e Bremer, mentre Baselli continua con le terapie dopo lo stop che lo aveva costretto a saltare la sfida contro la Spal. Infine, per quel che riguarda il mercato, oggi è in programma un incontro tra il Toro e l’Atalanta per Bonifazi: i granata vogliano monetizzare, ai bergamaschi serve un difensore.

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