“UP & DOWN”

«Le cose belle non sono mai normali»

Paolo Ruffini e la compagnia di ragazzi disabili all’Alfieri il 14 novembre

Paolo Ruffini con gli attori della livornese Mayor Von Frinzius

Erika è la soubrette, la femme fatale, David è ballerino e cantante, Andrea fa l’imitatore e Federico l’intrattenitore, Giacomo è l’odiatore seriale, e l’altro Giacomo il disturbatore. E poi c’è Paolo, Paolo Ruffini, che nello spettacolo dovrebbe essere il mattatore del suo one man show «ma alla fine gli altri ragazzi dimostreranno di essere molto più abili di me». I ragazzi sono gli attori della compagnia livornese Mayor Von Frinzius, diretta da Lamberto Giannini, ragazzi con disabilità (affetti da sindrome di Down o da autismo) che mercoledì prossimo con Paolo Ruffini daranno vita al Teatro Alfieri di Torino (ore 21) alla tappa torinese dello spettacolo “Up & Down” e con fantasia, con leggerezza, con molta improvvisazione e tanta comicità dimostreranno, dice Ruffini, «che le cose più belle della vita non sono normali e che loro non sono persone speciali, ma persone come tutti quanti noi». Con in più la capacità, aggiunge, «di dare del tu alla felicità».

Che tipo di spettacolo è il suo?
«Più che uno spettacolo è un’esperienza. Sul palco ci sono persone con una fisiognomica anomala e lo spettacolo si fonda sulle emozioni, procede con un’escalation emotiva. Il teatro è un mezzo rivoluzionario, di comunicazione interattiva, che soppianta mezzi molto più asettici, come Facebook o altro, eppure a teatro il pubblico rimane inerte a guardare. Noi sfasciamo la quarta parete, andiamo incontro al pubblico».

E il pubblico come reagisce?
«Gli spettatori hanno reazioni scomposte, si alzano, piangono, ridono».

Come è nata l’idea di “Up & Down”?
«Avevo visto a teatro uno spettacolo della Compagnia del mio amico Lamberto, mi era piaciuto molto perché il suo è un modo diverso di intendere il teatro. Il teatro diventa finalmente un posto dove la diversità ha un valore, è una risorsa. Amo questo modo di fare teatro, mi dà molta soddisfazione».

Qual è la trama dello spettacolo?
«Ci sono io che intendo realizzare un one man show con imponenti scenografie e effetti speciali, ma poi gli attori fanno irruzione con una serie di boicottaggi e interruzioni e dimostrano di essere più abili di me».

E la scenografia?
«La scenografia è tutta “sbagliata”. Lo spettacolo è tutto “sbagliato”, perché è uno spettacolo sulla libertà, la libertà di essere disabili, disobbedienti. È un inno all’anomalia. La vita è stata dispettosa con questi ragazzi e loro sono dispettosi con la vita».

Dallo spettacolo è nato anche un documentario.
«Sì, si intitola “Up & Down – Un film normale”, è uscito nelle sale il 25 ottobre scorso e a settembre ha ricevuto il Premio Kinéo alla Mostra del Cinema di Venezia».

Il ricavato della serata sarà destinato al Foyer Bethléem di Port au Prince ad Haiti dove Madian Orizzonti offre una casa a bambini disabili.

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