Le formiche e le cicale

cicala e formica (Depositphotos)

Questa estate avremmo voluto vedere un esercito di formichine lavorare alacremente per erigere un baluardo contro il Covid. Per costruire nuovi reparti di terapie intensive e sub intensive, per fare scorta di caschi e tute protettive per il personale, per individuare luoghi adatti a isolare i positivi al virus. E invece adesso ci rendiamo conto che Governo, regioni e Asl hanno fatto le cicale. Meglio consentire a tutti un lembo di spiaggia, le serate in discoteca, le cene tra amici. Tutti, o quasi, senza mascherine, tutti o quasi allegramente ammassati, alla faccia del distanziamento sociale. Come dire che non abbiamo imparato nulla. O che ce ne siamo infischiati, salvo qualche ritocco, qua e là al nostro già provato sistema sanitario. Così oggi affittiamo gli alberghi e riconvertiamo i reparti al Covid, alla faccia di chi, con gravi patologie è costretto ad aspettare. Che cosa poi, lo dirà il buon Dio, visto che la medicina alza le mani e riprecipita nell’emergenza. Di storie ne potrei raccontare tante, dall’amico che muore di polmonite e nessuno fa i tamponi alla famiglia, alla disperazione di chi è confinato a casa da settimane, dimenticato dal medico di base e da chi avrebbe dovuto consegnare l’esito dei tamponi, per dirgli almeno se è positivo oppure no. Ma sono tenuto a registrare la tragedia che si sta consumando nella Rsa San Giacomo di Susa, dove ormai ci sono 85 ospiti positivi, a cui si aggiungono 25 lavoratori, tra infermieri, operatori socio sanitari e personale vario. Un caso isolato? Ci diranno così, mentre si registra la fuga degli infermieri dagli ospizi al pubblico (190 in poche settimane) e, soprattutto, l’impotenza di chi gestisce una struttura per anziani perché non ha locali dove creare l’isolamento e ancora attende che venga dato seguito dalla Regione alla promessa di creare strutture con almeno mille posti per i malati di Covid degli ospizi. Promessa vana (ricordate la favola di La Fontaine?) visto che di posti così – e solo a Torino – ne sono stati individuati poco più di un centinaio. Morale? Negli ospizi si profila un’altra tragedia, proprio come mesi fa. Aspettando le formichine.

fossati@cronacaqui.it

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