IL DIBATTITO. Così l’ex presidente Bce vuole salvare l’Italia

Le imprese con Draghi. «Serve tanta liquidità». Ma la politica tentenna

Economia e sindacato: «Servono aiuti mai visti». E intanto i partiti temono di ritrovarselo premier

Conte mette sul piatto 25 miliardi? La Merkel ne stanzia 500, Trump 2 trillioni di dollari e Mario Draghi, indimenticato (e rimpianto) presidente della Bce, illustra la sua ricetta per salvarci da una crisi che potrebbe anche essere peggiore del coronavirus. «Di fronte a circostanze non previste un cambio di mentalità è necessario, come lo sarebbe in tempi di guerra. E la perdita di reddito non è colpa di chi la soffre» è il punto di partenza di un ragionamento che ribalta completamente le filosofie e i dogmi della finanza europea. Ovvero non strozzare i popoli con la forca dell’austerity ma iniettare liquidità nelle tasche degli imprenditori e dei lavoratori grazie alle garanzie fornite dai singoli Stati. E pazienza se questo comporterà il moltiplicarsi del debito pubblico, perché vorrà dire ci sarà un azzeramento di quello privato e quindi si creeranno le condizioni per un nuovo Boom, come nel secondo dopoguerra.

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