I DATI

Le pensioni sono ferme dal 2011. Così si perdono mille euro l’anno

Per la Uil chi riceve un assegno di 1.500 euro ha dovuto rinunciare a quasi 9mila euro in un decennio

Il salasso più oneroso è stato richiesto ai circa 8mila pensionati piemontesi che hanno un assegno di almeno 4.500 euro al mese, tra le nove e le 10 volte l’importo minimo: quasi 8mila euro in meno all’anno. Ma il blocco dell’indicizzazione dei pagamenti previdenziali scattato nel 2011 e per nulla compensato dall’adeguamento al costo della vita del +0,4% deciso dal governo Conte ha generato effetti nefasti per tutti i 1.272.606 pensionati piemontesi, come sottolineato da uno studio pubblicato nei giorni scorsi dalla Uil. Per chi nella nostra regione riceve l’assegno medio, calcolato intorno 1.500 euro, il mancato introito è di 74,03 euro al mese, 962,39 all’anno. Che moltiplicati per i nove anni del blocco hanno generato una perdita di 8.661,51 euro. Peggio è andata a quelli dello scaglione successivo, fino ai 1.900 euro: senza indicizzazione, la differenza è di 106,06 euro al mese, che diventano quasi 1.400 all’anno.

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