COLLEGNO

L’hip hop romantico di Mecna. «Sì, sono un rapper anomalo»

Il giovane autore di “Pazzo di te” questa sera in concerto al Flowers Festival

Al Flowers Festival di Collegno è la serata di Mecna. Sarà proprio il giovane rapper pugliese (all’anagrafe Corrado Grilli) ad accendere l’atmosfera del Cortile dell’ex Certosa Reale di Collegno trascinato dal successo estivo “Pazzo di te” scritto con Sick Luke. Senza mischiare sacro e profano ed essendo Mecna originario di San Giovanni Rotondo, il paese dove operò Padre Pio, si può dire che anche Corrado sia un piccolo miracolo musicale. Il concerto di Mecna inizierà alle 22 (18 euro). In apertura di serata, spazio alle canzoni di Side Baby e Dutch Nazzari, che hanno il compito di preparare adeguatamente il terreno in un evento al top e ricco di talento. A poche ore dalla sua esibizione, Mecna, il giovane adepto dell’hip hop, si confida a CronacaQui.

Per lei è un momento particolarmente felice. Come lo sta vivendo?
«Per fortuna è un periodo che dura dall’anno scorso, quando è uscito l’album “Blue Karaoke”. Questa è un po’ un’appendice con il nuovo singolo che sta dando grandi soddisfazioni. È davvero una bella estate, anche se di lavoro».

La collaborazione con Sick Luke come è nata?
«Ci conosciamo e ci stimiamo pur essendo diversi come approccio, nonostante questo lavoriamo bene insieme. In fondo è dalla diversità che nasce la creatività».

Come sarà il concerto il concerto di stasera?
«Conosco bene Torino e il suo pubblico, quindi vado abbastanza sul sicuro. Nei concerti dal vivo di solito parto piano e prendo confidenza a poco a poco con il pubblico fino ad esplodere al punto giusto. Riesco sempre a creare a il giusto feeling, come chi verrà al concerto di stasera potrà verificare personalmente».

Mecna è considerato un rapper anomalo. In cosa consiste la sua diversità?
«Quando scrivo le canzoni non ho paura di parlare dei miei sentimenti o delle cose che accadono nella vita quotidiana, anche se è considerato un approccio poco hip hop. Mi piace essere positivo e raccontare anche gli aspetti belli e piacevoli della vita Non sopporto il fin troppo abusato cliché del rapper sempre e necessariamente incazzato. Nella musica cerco sempre anche la melodia e devo dire che l’hip hop sta imparando la lezione».

Come si è avvicinato al questo genere musicale?
«Essendo un rapper di seconda generazione, ho avuto modo di apprendere molto dai pionieri, anche nello stile. In Italia, apprezzo molto gli album di Bassi Maestro che ho davvero consumato. Nel mondo credo che Eminem, nonostante tutto, abbia fatto scuola, anche se ultimamente si fa sentire sempre meno».

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single