IL CASO. Dopo il blitz del Nas nella sede dell’Unità di crisi

L’inchiesta in Procura sul caos mascherine ora si allarga alle Asl

I pm vogliono chiarezza sugli approvvigionamenti. I contagi ospedalieri sono come infortuni sul lavoro

Foto di repertorio

Non solo la centrale operativa dell’Unità di crisi di corso Marche. L’inchiesta della magistratura sul caos delle mascherine e degli altri dispositivi di protezione coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ora allargherà il proprio spettro d’indagine alla varie Asl. Il fascicolo – per il momento senza indagati e ipotesi di reato – vuole capire se qualcosa effettivamente non ha funzionato nella distribuzione dei materiali a medici e infermieri nei reparti Covid, così come denunciato da almeno tre fra lettere e esposti inviati in Procura dai sindacati Smi, Cimo e Anaao-Assomed. La prima acquisizione di documenti da parte dei carabinieri del Nas, avvenuta lunedì scorso proprio all’Unità di crisi, non sarebbe infatti sufficiente a far piena chiarezza sui vari canali di approvvigionamento che la nostra Sanità sta utilizzando per affrontare l’emergenza coronavirus.

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