CENTRO

L’infinita agonia dei Murazzi tra moli chiusi e arcate vuote

Al posto dei locali della movida ora regnano soltanto desolazione e degrado

La mancata riapertura dei Murazzi segna un grande vuoto per chi sperava di poter prendere un po’ di fresco sulle sdraio in “spiaggia” o in uno dei dehor previsti nel piano di rilancio dei locali sotto le arcate. E se il Comune e l’associazione Murazzi del Po assicurano che «a settembre partiranno i lavori», al momento il lungo fiume che collega piazza Vittorio al Valentino sprofonda nel degrado più totale.

I pontili che un tempo accoglievano i turisti nei battelli Valentino e Valentina sono a pezzi e molti listelli di legno delle due passerelle sono spariti. Lo spazio attorno alla vecchia biglietteria si è trasformato in un vespasiano a cielo aperto, con decine di fazzolettini sparsi tra l’erba altissima. Dal lato verso piazza Vittorio, un pezzo di staccionata è stato gettato nel fiume, insieme con un monopattino dello sharing della città di Torino.

Inoltre, l’asfalto crepato in più punti e i tombini sprofondati rappresentano vere e proprie “trappole” per chi, con questo caldo, spera di trovare un po’ di refrigerio passeggiando in riva al Po. Anche all’interno degli ex locali della movida ora l’abbandono regna sovrano, con vetri rotti, grondaie danneggiate e piante infestanti che crescono nel fango portato dall’allagamento. «Ci auguriamo che i lavori partano al più presto per restituire ai cittadini un luogo simbolo di Torino» dichiara Michele Checa, presidente dell’associazione Libertà di Parola.

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