L’ultimo schiaffo

Quello che pareva un ventilato pericolo, dal tardo pomeriggio di ieri è purtroppo realtà. Il Salone dell’auto che ci ha appena regalato un formidabile show di tecnologia, creatività e pubblico tra il parco del Valentino e il centro della città, va a Milano. Meglio, in Lombardia coinvolgendo l’Autodromo di Monza dal 17 al 21 giugno del prossimo anno. Il Patron Andrea Levy ci licenzia con una garbata ma tagliente letterina che, per diplomazia politica probabilmente aveva annunciato martedì – almeno nei contenuti – al presidente della Regione Alberto Cirio e al suo assessore Andrea Tronzano. «Sarà – scrive Levy – un grande evento internazionale, all’aperto e con una spettacolare inaugurazione dinamica a Milano». Il che fa capire come in pochissimi giorni il sindaco Sala abbia spalancato le braccia all’iniziativa e cucito su misura l’abitino nuovo per il Salone, cosa che Torino ormai perseguitata dal melanoma del no, si è ben guardata di fare, impegnata com’era a pubblicizzare l’evento dei droni per San Giovanni che poi – sia detto in sincerità – si è rivelato un mezzo flop. La triste morale della favola è che perdiamo un altro pezzo pregiato che pure andava nella direzione dei grandi avvenimenti diffusi sul territorio capace di accalappiare centinaia di migliaia di visitatori e di dare fiato al commercio e all’ospitalità. Un altro pezzo importante, dopo la vergogna olimpica in cui siamo precipitati per una sorta di guerra di bande nella maggioranza a Cinque Stelle. La stessa che era pronta, già lunedì prossimo, a chiedere l’allontanamento delle manifestazioni fieristiche dal parco del Valentino. Una fatica che la vicepresidente in consiglio comunale, Viviana Ferrero, potrà risparmiarsi. Il parco, ormai abbandonato a se stesso, tratterà altra merce, ma questa volta tra i cespugli e soprattutto di notte. Mentre Milano ride alle nostre spalle per l’ennesimo scippo.

fossati@cronacaqui.it

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