IL RETROSCENA Ecco perché medici e infermieri sono indifesi

Mascherine introvabili? Colpa della burocrazia e di pagamenti a 6 mesi

La denuncia del sindacato Anaao-Assomed in Procura: «Non è vero che non ci sono, infatti i privati le trovano»

Ieri, a un mese esatto dal primo caso piemontese di coronavirus, una slide del ministero degli Esteri annunciava che entro mercoledì sarebbero arrivate in Italia non meno di 30 milioni di mascherine. Segno che i Dpi, i dispositivi di protezione individuali, sul mercato si possono trovare.

Eppure nelle terapie intensive, i nostri medici devono continuare ad effettuare tracheotomie difesi solo con ausili di tipo chirurgico, buoni forse per un raffreddore ma non per il Covid 19. Questo – e molto altro – l’Anaao Assomed, il sindacato dei camici bianchi, lo ha denunciato in un esposto in Procura preparato dall’avvocato Dario Vladimiro Gamba.

«Perché non è vero che le mascherine non si trovano, né che è difficile reperirle perché sono prodotte a Wuhan, l’epicentro cinese dell’epidemia – si sfoga la dottoressa Chiara Rivetti, segretaria regionale dell’Anaao -, la verità è che oltre con il virus dobbiamo combattere contro la burocrazia che paralizza la Regione e l’Unità di crisi».

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