LA BELLA SCONOSCIUTA

Metti un giallo a San Lorenzo sul palcoscenico delle Langhe

La raffinata commedia noir di Gianni Farinetti

Come in una rappresentazione teatrale, ma il palcoscenico è la Langa nelle notti di agosto, i personaggi sono tutti elencati all’inizio del libro, nomi e ruoli di una commedia in giallo quale è “La bella sconosciuta” (Marsilio, 17 euro) di Gianni Farinetti.

A presentare il libro Farinetti e l’editore hanno messo una sinossi che da subito strizza l’occhio al lettore, evocando una complicità che la lettura della storia non potrà che rafforzare: metti una notte di San Lorenzo, stelle cadenti, un prato con una festosa brigata di amici, cibo e vini buonissimi – eh già, facile, siamo nell’Alta Langa piemontese -, l’atmosfera scanzonata e carica di erotismo – eh già, facilissimo, siamo nel pieno di una torrida e languida estate in campagna. Metti che questa arcadia venga bruscamente interrotta da una funesta disgrazia che, metti, il maresciallo Giuseppe – Beppe – Buonanno, comandante della locale stazione dei carabinieri, sospetta da subito non essere affatto un incidente ma un omicidio bello e buono. Metti che tra conosciuti e amati personaggi della saga farinettiana guidati dall’immancabile Sebastiano Guarienti, ai quali se ne aggiungono di nuovi – alcuni irresistibili –, il maresciallo Buonanno si trovi a sbrogliare una delicatissima matassa che appare come uno sfuggente gioco di specchi, di bugie, di omissioni, con una domanda ben ferma in testa: ma chi è realmente Angela, la bella sconosciuta ospite di Sebastiano alle Vignole, assediata da tre uomini in competizione fra di loro? Metti che tutti i tasselli del rebus trovino il loro ordinato – ma inatteso, inquietante – posto.

E se invece il gioco rimanesse aperto? Una commedia in giallo, abbiamo detto. Dove ogni personaggio è ben rappresentato e interpretato, parla in scena con la sua viva voce e dà una sensazione di immediata conoscenza. Come il maresciallo Buonanno, fiero di essere un “forestiero”, un romano calato in Langa, Sebastiano e Roberto, meravigliosa coppia con un nido che sa di accoglienza pura, le aristocratiche Rosanna e Bimba, questa doppiamente vedova e accompagnata dal vecchio logorroico Oliviero de Sanfront, un classico attore anziano sulle assi del palcoscenico.

Davvero l’intreccio giallo, per quanto sofisticato, passa in secondo piano, in queste atmosfere da Agatha Christie in salva verde (ossia alla Piemontese). E poi lo dicono subito: sicuri che la soluzione del giallo sia davvero la soluzione e poi tutti i nodi di sciolgano? O la rappresentazione non è ancora finita?

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