Dalla prova di Auto di luglio, il racconto del giro a Balocco, dove si è dimostrato più veloce di BMW X3 e Audi Q5. Ma anche della stessa Giulia…

La Stelvio 2.2 Diesel da 210 cv è stata provata sul numero 7 di Auto. Ecco l’estratto del test in pista.

Ci sono certezze che un giro della nostra pista di Balocco può far svanire. E tutto per colpa di un numero: 8,6. Ossia il risultato del rapporto peso/potenza di Alfa Romeo Stelvio. È lo stesso dell’Alfa Giulia con il turbodiesel in edizione da 180 cavalli e la sola trazione posteriore che ha meno cavalli ma pesa anche meno.

Poca differenza di coppia – 450 Nm la Giulia, 470 la Stelvio – e un baricentro più basso a favore della berlina. Eppure la Stelvio ci sa talmente fare tra le curve di Balocco che sulla nostra pista di handling ha percorso il giro lanciato in 3’11”55, quasi due secondi meglio della sorella berlina, che sulla carta dovrebbe essere più agile e stabile a pari rapporto peso/potenza.

Questo la dice lunga sulle doti dinamiche della Stelvio: evidentemente l’assetto è stato ulteriormente curato per esaltare la dinamica di guida del Suv del Biscione. Il sistema Q4 rende la vettura estremamente equilibrata in trazione. Bisogna però guidare puliti, perché l’elettronica, non disattivabile, potrebbe intervenire limitando l’incisività dell’azione. Il corpo vettura si muove, ma il comparto ruota non cede, mantenendo una direzionalità perfetta. Anche nei rapidi cambi direzione, oppure in una compressione a velocità sostenuta. La fiducia è massima e il ritmo notevole data la tipologia di veicolo. E pensare che non si tratta della versione Quadrifoglio (non ancora disponibile), ma di una “semplice” turbodiesel.

Terzo anello della produzione Volvo dal 2019 in poi sarà rappresentato dalle auto elettriche pure, quelle cioè che non ospitano affatto un motore termico sotto il cofano. Tre nuovi modelli arriveranno dal 2019, Polestar lavorerà, invece, allo sviluppo di due auto ad alte prestazioni. Cinque proposte in tutto.