Le auto elettriche in Italia tarderanno ad affermarsi. La mancanza di incentivi e politiche strutturali ne rallenterà la diffusione

Siamo ancora in ritardo. Dando un’occhiata al Nord Europa il confronto non regge e questo ritardo non dipende esclusivamente dai prezzi ancora troppo alti delle auto elettriche. Ancora non sono state pianificate delle serie politiche infrastrutturali a livello urbano. Inoltre l’assenza di incentivi influisce negativamente sulla scelta di acquisto di un veicolo elettrico.

Ad oggi l’Italia presenta il più alto tasso di motorizzazione per abitanti d’Europa e una flotta di veicoli tra i più obsoleti, con una crescita nella vendita di auto elettriche tra le più lente del continente. Mentre la fase di conversione ai veicoli ecologici è in pieno svolgimento, l’Italia arranca.

Nel nostro Paese i veicoli a benzina costano circa la metà delle varianti plug in. I veicoli 100% elettrici sono al momento fuori portata per tantissimi italiani. I blocchi alla circolazione dei veicoli diesel e prezzi che sono la metà di quelli dei veicoli elettrici, orientano ancora la scelta degli italiani sui motori a benzina. Il prezzo minimo di un veicolo elettrico in media si attesta intorno ai 20mila euro. Prezzi che scoraggiano la rivoluzione green.

A livello governativo all’Italia servono degli interventi importanti. La Legge di Bilancio 2018 dovrebbe quasi sicuramente interessare il settore dell’elettrico che è in forte espansione. Vedremo se saranno al livello degli altri paesi europei già avanti nello sviluppo del mercato dei motori ecologici. I numeri sono impietosi: in Germania, Francia e Paesi Bassi le auto elettriche rappresentano rispettivamente una quota dello 0,6%, 1,1% e del 2%. Mentre la virtuosa Norvegia registra un 35% di auto elettriche sul totale, l‘Italia è ferma ancora allo 0,2%.

Un altro freno allo sviluppo è la mancanza di infrastrutture. Abbiamo accennato del progetto EVA+ di Enel per lo sviluppo della rete di stazioni di ricarica extraurbana (link all’articolo). Tuttavia ancora è tutto in fase di avviamento e le stazioni di ricarica sembrano quasi tutte concentrate nelle regioni del Nord Italia, mentre in altre zone dell’Italia neanche l’ombra di una colonnina.
Le prospettive di crescita, però sono ottimistiche. Il programma E-mobility di Enel prevede un investimento fino a 300 milioni di euro per installare 14mila stazioni di ricarica in tutta Italia entro il 2022, di cui 7mila dovrebbero essere già in funzione per il 2020.