Per quanto sia in crescita il fenomeno ciclistico urbano, non c’è dubbio sul persistente divario che intercorre tra l’Italia e molti altri paesi europei, dove questo mezzo di locomozione si è ampiamente imposto nell’uso quotidiano. Di fatto le incipienti iniziative per incrementare il trasporto a due ruote si trovano ancora in fase di collaudo – se non di gestazione, in certi casi.

Un recente studio pubblicato dall’Unece e dall’Ufficio regionale Oms per l’Europa ha dimostrato che a Roma, soltanto adottando lo stesso modello di bike sharing di Copenhagen (città leader in Europa con il 26% del trasporto in città su due ruote), si potrebbero creare oltre 3.200 nuovi posti di lavoro.

Molti studiosi lavorano per rendere più pratica e confortevole questa soluzione, con ingegnose biciclette che ne facilitino la pratica. Vi presentiamo tre interessanti modelli Made in Italy.

Sada bike: bicicletta senza raggi

Sarà in commercio entro fine 2015. La Sadabike, incubata dal Politecnico di Torino, è la prima bicicletta senza raggi, ideata dal giovane ingegnere Gianluca Sada. È realizzata in alluminio e il suo peso si aggira attorno ai 10 kg. L’assenza di raggi non sacrifica le ruote, il cui diametro risulta comunque di 26 pollici.

La forma a forbice del telaio, non soltanto conferisce un aspetto ricercato e futuristico, ma permette di piegare la bicicletta fino a farle assumere in pochi secondi le dimensioni di un normale ombrello. Sada ha ricevuto molti riconoscimenti per la sua invenzione: ha raggiunto il primo posto per il premio “IDEA-TO” come “miglior tesi di laurea a carattere innovativo”, ed è stato annoverato tra i 200 migliori talenti d’Italia.

3DOM: libertà

3DOM è l’acronimo per Free driving over Milano, ma la lettura Freedom ne suggerisce il principale punto di forza. Si tratta di una bicicletta a tre ruote senza manubrio (ideata dai fratelli Danilo e Angelo Mattellini), che consente di mantenere libere le mani durante la guida. Tale libertà d’azione offre numerosi vantaggi, dal reggere un ombrello a portare a spasso il cane.

Ma se non col manubrio, come direzionarla? La risposta è, nella sua semplicità, impressionante. È infatti una pura questione di baricentro. Il sistema di leve ed angoli permette di sterzare attraverso il semplice movimento della testa e delle spalle, come se si stesse camminando. 3DOM è costruita in gran parte di bambù, che la rende molto leggera. Il progetto mira innanzitutto alle aziende: ad esempio, ai dipendenti della nuova sede di Facebook negli Stati Uniti (che si estende per 40mila mq).

Ciclovespa

Di tutt’altro genere, ma non meno interessante è la Ciclovespa, ideata dall’omonima ditta e brevettata dalla Metalgelli. Se le precedenti biciclette puntano ad agevolare i ciclisti, la Ciclovespa intende crearne nuovi. Si rivolge a quella percentuale di popolazione che resta normalmente esclusa dal target.

Attraverso un sistema snodabile, il telaio monoblocco è collegato ad un carrello laterale, dove è possibile inserire la sedia a rotelle con una fluida integrazione. L’oscillazione bilaterale garantisce un’ottima tenuta di strada e un’eccezionale guidabilità. La Ciclovespa ha dunque donato una passeggiata in bici a chi altrimenti non avrebbe potuto.