Sia l’AD di Ducati Claudio Domenicali che Rupert Stadler, AD di Audi, hanno chiuso la vicenda. Soddisfazione anche dei sindacati

Ducati resta in Volkswagen. Già da settembre c’era il sospetto di un possibile dietrofront del gruppo riguardo la cessione della casa di Borgo Panigale. Sarebbe stato lo stesso Rupert Stadler, amministratore delegato di Audi a chiudere il capitolo con una lettera interna con cui comunica la volontà di abbandonare la strategia di cessione.

L’indiscrezione è stata diffusa dalla Reuters che cita una fonte interna del gruppo tedesco. Determinanti sono state anche le pressioni dei sindacati tedeschi e italiani accompagnate da dissidi interni sulla strategia, portando la tensione alle stelle.

Ducati 1299 Panigale 2015.

L’operazione sarebbe servita per affrontare i pesanti investimenti nell’elettrico e ad affrontare parzialmente le enormi spese sostenute a seguito dello scandalo Dieselgate che allo stato attuale, ammonterebbero a quota 27,5 miliardi.

Tante le pretendenti alla corte del gioiello del gruppo: tra queste Harley Davidson, seguita poi dai vari Eicher Motors – titolare della Royal Enfield – fino alla holding di casa Benetton, o lo stesso ex proprietario di Ducati Andrea Bonomi, intenzionato ad entrare nella gara con la Investindustrial, insieme ai fondi di private equity Bain Capital e PAI Partners.

Marchi industriali e gruppi di holding finanziarie che avevano mostrato il proprio gradimento ed interesse per lo storico marchio motociclistico di Borgo Panigale, acquisito dall’Audi nel 2012 per 860 milioni di euro. Attualmente valutato attorno a 1,5 miliardi, 15 volte il valore di suoi profitti che si aggirano attorno ai 100 milioni di euro.

La Rossa non si vende. Il gruppo VW, dunque, dovrà trovare altrove le risorse per fronteggiare le conseguenze del Dieselgate.