Il Museo dell’Auto di Torino conclude un ottimo 2017 con una stima di +10% di visitatori rispetto al 2016 e più risorse al Centro di Restauro

Il Museo dell’Automobile di Torino (abbreviato in Mauto) archivia un buon 2017 e pensa già al futuro. Il 2018 sarà un anno importante, dato che sarà annunciato il nuovo direttore e verranno siglate importante collaborazioni con altri musei per farsi conoscere fuori l’Italia. Dunque anche il Mauto, come qualsiasi altra azienda, guarda all’estero per cercare nuovi clienti.

MuseoIl presidente Benedetto Camerana ha illustrato i dati nel corso di una conferenza stampa: nel 2017 dovrebbero registrarsi circa 210.000 visitatori, 10% in più rispetto al 2016. Un trend positivo per uno dei musei che hanno come tema l’automobile più importanti d’Europa. La sfida ora è mantenere la crescita su questi ritmi; tale compito toccherà al nuovo direttore che verrà annunciato all’inizio del 2018. La strada è già marcata, dritta verso l’estero. Tuttavia serve un “pilota” per il Mauto che abbia carisma, intraprendenza e voglia di superare i limiti.

MuseoLa strategia è ambiziosa ma semplice. Aumentare la popolarità all’estero del Museo e farlo conoscere a un maggior numero di persone. La chiave di volta però sta nell’autofinanziamento tramite il restauro di auto storiche, attraverso il Centro di Restauro. Artigiani specializzati restaureranno vetture storiche di privati. Un settore molto redditizio e di nicchia, infatti in Italia sono pochissimi i centri specializzati.

L’obiettivo dunque è creare una rete di musei, per farsi conoscere all’estero e magari scambiarsi i pezzi pregiati tra i musei indicati come partner. A tal proposito, i musei candidati ad entrare nel network sono il National Motor Museum di Beaulieu (Regno Unito), il Citè de l’Automobile di Mulhouse (Francia), l’Autoworld Museum di Bruxelles (Belgio) e il Louwman Museum di L’Aia (Paesi Bassi).