Emergenza smog, le soluzioni del professore Fabio Orecchini

L’emergenza smog nelle aree urbane necessita un’accelerazione del processo di abbattimento delle emissioni. Questo potrebbe provocare un rallentamento, almeno in Europa, degli investimenti dedicati dalle case automobilistiche alle auto elettriche.

Lo sviluppo della tecnologia elettrica ha traguardi a medio e lungo termine, ma le direttive europee spingono per soluzioni più immediate. Le aziende quindi potrebbero dirottare gli investimenti per l’elettrico verso motorizzazioni capaci di risolvere a breve il problema, come per esempio l’ibrido o lo sviluppo di motori diesel sempre più efficienti.

La riflessione, riferita all’agenzia ANSA, è di Fabio Orecchini. Professore ordinario di Sistemi Energetici e direttore del dipartimento di Ingegneria della Sostenibilità dell’Università Guglielmo Marconi di Roma.

“Per superare il problema urgente dell’inquinamento non è possibile attendere la diffusione di massa delle auto elettriche, per le quali occorreranno almeno altri dieci anni. Quindi le case automobilistiche potrebbero dirottare i propri investimenti su soluzioni di più breve periodo. Al momento la più percorribile è l’ibrido, anche per non lasciare ai giapponesi il monopolio di un segmento così importante per la mobilità. Inoltre si potrebbe allungare la vita al diesel, puntando non soltanto sull’abbattimento della CO2 e quindi dei consumi, ma anche su sistemi di controllo delle emissioni più efficienti”.

Il professore Orecchini ricorda come anche il sostegno alla diffusione delle alimentazioni a metano potrebbe essere una soluzione. Si tratta infatti, dell’energia più pulita in assoluto per l’alimentazione dei veicoli tra quelle attualmente disponibili e tra le meno costose per l’utente.

C’è, inoltre, la questione dello svecchiamento del parco circolante, dove non occorrerebbe l’intervento delle aziende, ma dovrebbe essere il Governo a impegnarsi con adeguati interventi per l’incentivazione alla sostituzione di questi veicoli inquinanti.