I DATI. Cresce l’e-commerce, ma i colossi dominano il mercato

Nel pacco di Amazon 900 Pmi piemontesi. Export per 3 miliardi

Due stabilimenti, il terzo in arrivo, 1.900 dipendenti e a Torino anche il centro per l’intelligenza artificiale

C’è un libraio in Scozia, Shaun Bythell, divenuto famoso per il suo “Vita da libraio”, che in negozio ha appeso a guida di trofeo di caccia un lettore Kindle al quale lui stesso ha sparato con un fucile. Una maniera per dire cosa pensa di Amazon. Ma il libro tiene anche la contabilità dei guadagni derivanti alla piccola libreria antiquaria dal colosso dell’ecommerce, dunque, nonostante tutto, odio e amore. Una realtà sicuramente condivisa da centinaia di altre aziende nel mondo. Il commercio on line su scala mondiale è considerato l’affossatore delle piccole imprese, del negozio di vicinato, ma per un impressionante contrappasso proprio dalle vendite on line molte aziende stanno trovando nuovi mercati e occasione di esposizione sulle grandi piattaforme, che trattengono una percentuale “di distribuzione” sul prezzo e in molti casi, come Amazon per l’editoria, impongono condizioni unilaterali, fissano il prezzo insomma, forti della loro posizione dominante.
Il colosso di Seattle in Piemonte è a tutti gli effetti una potenza economica: l’investimento programmato è di quattro miliardi di euro in dieci anni, 670 milioni di euro soltanto lo scorso anno. Due enormi stabilimenti, o meglio centri di distribuzione, a Vercelli e a Torrazza Piemonte, con un terzo che seguirà presto a Grugliasco.

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