"Aspettando il Salone"

Una Nuvola Lavazza gremita di ammiratori per Isabel Allende [LE FOTO]

La scrittrice cilena, tra le voci più importanti del panorama letterario internazionale, ha parlato del suo ultimo romanzo, "Lungo petalo di mare"

“Sono io la tua scrittrice preferita!”. È brillante, ironica e carismatica Isabel Allende, l’ospite d’eccezione che, ieri sera, ha affascinato la sala gremita e sold out della Nuvola Lavazza in occasione del nuovo appuntamento di “Aspettando il Salone“.

La scrittrice cilena, tra le voci più importanti del panorama letterario internazionale, ha, infatti, discusso a proposito del suo ultimo romanzo, “Lungo petalo di mare“: la narrazione densa, umana e autentica circa l’imbarcazione Winnipeg, ossia la nave equipaggiata da Pablo Neruda con più di duemila rifugiati della Guerra civile spagnola e diretta verso il Cile nel 1939. Una nazione che il poeta stesso definì, a causa della sua morfologia, un “lungo petalo di mare”, e che divenne egregio esempio di accoglienza e integrazione.

Fil rouge del romanzo è, appunto, la condizione di apolide di cui sono investiti i protagonisti: migranti con identità e vissuti che, proprio come quelli attuali, si posero alla disperata ricerca di un approdo e, in esso, di un rifugio.

A differenza dei migranti odierni, tuttavia, i rifugiati spagnoli “furono accolti a braccia aperte dal popolo cileno, nonostante le iniziali ritrosie, e furono da questo integrati”. E “i loro discendenti – ha continuato la scrittrice – divennero filosofi, autori, artisti, scienziati e musicisti, apportando, così, un contributo essenziale alla società”.

Di qui, deriva, secondo la Allende, la necessità di conservare la memoria collettiva, “frugando nella storia e traendone il riflesso del presente”. Un presente che, però, appare governato da un sistema economico “che ha dimostrato di non essere adeguato, e che è contrastato da movimenti perlopiù giovanili”. “Il mondo deve cambiare”, ha precisato con commozione la scrittrice cilena, spiegando che “il motivo per il quale racconto solo ora questa storia – a lei narrata dall’amico Victor, conosciuto in Venezuela quando lei stessa era una esule, ndr – è perché, in tale periodo storico, i migranti e i richiedenti asilo popolano le nostre quotidianità e necessitano del nostro aiuto”.

Molti sono stati, poi, gli aneddoti che hanno impreziosito l’incontro, relativi sia alla stesura del romanzo, sia alla vita privata dell’autrice, e tra i quali ha ottenuto notevole attenzione una tematica che vive in tutti romanzi della Allende: l’amore.

“Quando mi chiedono come sia possibile che io mi sia innamorata a questa età – comunque, ho 77 anni e non sono mica male! –, rispondo che le dinamiche siano le stesse di quando avessi 18 anni, ma ho solo meno tempo da perdere”. E così è andata anche con il suo ultimo marito, Roger, “un newyorkese conosciuto quando avevo 72 anni e al quale, al primo appuntamento, ho detto che, appunto, il mio tempo fosse prezioso: invece di scappare, però, ha venduto tutto ciò che possedeva ed è venuto a vivere da me con due biciclette e qualche abito. Dopo poco, ci siamo sposati”.

“Il segreto di una relazione – ha, infatti, precisato la scrittrice – è quello di rinnovarsi continuamente. Viviamo ormai una vita molto lunga, costellata di amori, e, tra questi, è importante ci siano rapporti capaci di riscoprirsi e crescere”.

Un processo di scoperta e innovazione che, infine, ha riguardato anche la sua carriera da scrittrice, determinata proprio dall’incontro con colui che dà il nome al nuovo romanzo della Allende, Neruda. “Ero giovane e credevo di essere la giornalista più brava del Cile – ha confessato l’autrice cilena –, e Neruda, all’epoca Premio Nobel per la letteratura, mi invitò a casa sua: dopo un pranzo delizioso, gli chiesi, dunque, se potessimo svolgere l’intervista per la quale credevo di essere venuta. La sua risposta? Non ci penso neanche: tu sei pessima. Quando scrivi, non sei obiettiva, ti poni al centro della narrazione e traspare emotività: devi fare la scrittrice, non la giornalista”.

E come dargli torto?

loop-single