Il sacro lino

Ostensione straordinaria della Sindone per i giovani che incontrano il Papa

Oggi l'evento nel Duomo di Torino. Domani il pellegrinaggio a Roma sotto la guida dell'arcivescovo Nosiglia

La Sacra Sindone

La Sindone illumina la notte di San Lorenzo. Ostensione straordinaria per il Sacro Lino, questa sera, nel Duomo di Torino, riservata ai 2.500 giovani che domani si recheranno in pellegrinaggio a Roma per incontrare Papa Francesco. A guidarli, sarà l’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia custode del Telo. Domani, sono attesi a Roma circa 70.000 giovani da tutta Italia, per l’evento “Vado al Massimo” in preparazione del Sinodo sui giovani convocato dal Pontefice per ottobre.

LE DOMANDE PER IL PONTEFICE
Nel pomeriggio, i ragazzi rivolgeranno alcune domande al Papa durante la veglia al Circo Massimo, nella mattinata di domenica la messa celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti presidente della Cei e l’Angelus con il Papa in piazza San Pietro.

NOSIGLIA: “VENERAZIONE MAI COSI RAVVICINATA”
“Sarà una venerazione straordinaria – spiega monsignor Nosiglia, – perché per la prima volta nella sua storia potrà essere contemplata a pochi centimetri di distanza”, dietro i vetri della cappella che la ospita. “Sarebbe il modo ideale – aggiunge – di fare anche le prossime ostensioni”.

LA SINDONE SARA’ CONTEMPLATA DA VICINO
A differenza delle precedenti ostensioni, in cui veniva mostrata ai pellegrini dal basso verso l’alto, questa volta la Sindone viene contemplata dall’alto verso il basso, nella cappella sottostante la Tribuna Reale del Duomo. “Si vedono il volto del Signore, la ferita del costato, le mani e i piedi – spiega monsignor Nosiglia – Non era mai stata fatta una cosa del genere”. Modalità che il custode pontificio del Telo auspica “vengano tenute in considerazione per le prossime Ostensioni”.

OSTENSIONE MOLTO PARTICOLARE
“Mi piacerebbe molto, anche se so che non è semplice – osserva – E’ già difficile oggi, con 2.500 pellegrini, figuriamoci quando i fedeli sono 2 milioni”, come in occasione dell’ultima Ostensione, quella del 2015. Una idea sarebbe quella di ripetere questo tipo di venerazione “per determinate categorie di persone, come i poveri o i disabili. Penso – conclude – che sarebbe una idea particolarmente opportuna”.

SI A RICERCHE, MA SENZA PREGIUDIZI
“Non siamo contrari alla ricerca, la scienza deve fare la sua strada purché sia onesta e senza pregiudizi“. L’arcivescovo di Torino commenta così le ultime ricerche sul Telo che, secondo la tradizione, ha avvolto il corpo di Cristo. “Quello che ci interessa – aggiunge a margine della anteprima della venerazione di questa sera riservata a 2.500 giovani – è che la Sindone e’ l’immagine del Vangelo. Vederla significa immergersi nella sofferenza e nell’amore profondo che Cristo ha avuto per noi. Un mistero cosi’ profondo e sconvolgente ma anche carico di speranza”.

SINDONE COME TERRENO DI INCONTRO E CONFRONTO
Parlando con i giornalisti, monsignor Nosiglia ha ricordato che “la prima immagine fotografica della Sindone, realizzata da Secondo Pia, compie 120 anni. Da allora il Telo è stato sottoposto a indagini di ogni genere; ed è stato oggetto di polemiche, strumento di strategie editoriali e pubblicitarie, anche in campo scientifico, lontanissime dalla vera ricerca e dai suoi obiettivi”. La Sindone però, prosegue il custode pontificio del Telo, “ha rappresentato anche il terreno di confronto e di incontro, serio e rispettoso, per tanti scienziati che, ciascuno dalle proprie posizioni, hanno lavorato insieme e contribuito a conoscere meglio il Telo”.

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