Il Paese del bengodi

Le ruspe a lavoro lo scorso venerdì in via Germagnano

L’emergenza è dietro l’angolo. In sette mesi le occupazioni abusive di alloggi popolari è aumentato del 70 per cento. Con un’escalation nelle ultime settimane, proprio quando si è avuto sentore dello smantellamento del campo rom di via Germagnano. Fare due più due è facile: le famiglie sgomberate dalle casette del campo, hanno cercato (e trovato) un tetto nelle case popolari di Barriera Milano utilizzando il passepartout che conoscono meglio: il palanchino. Una decina di violazioni in pochi giorni che vanno ad aggiungersi alle sessanta già contabilizzate dall’Agenzia territoriale per la casa. Numeri ancora contenuti, specie se si volesse fare una confronto con ciò che accade a Milano, ma sufficiente a costringere il presidente Marcello Mazzù a prendere carta e penna per lanciare l’allarme alle istituzioni. Destinatari la sindaca Appendino, il presidente della Regione Cirio e il Prefetto Palomba. Due paginette datate aprile e settembre di quest’anno che probabilmente giacciono sulle scrivanie. Perché nei complessi popolari nonostante le proteste degli inquilini le denunce e i reclami sono all’ordine del giorno. Compreso il tentativo, sempre con palanchino alla mano, di entrare nell’alloggio di una anziana signora momentaneamente ricoverata in ospedale. Troppo, e non solo per il solerte Mazzù. Perché almeno questa volta l’occupazione è saltata grazie all’intervento delle forze dell’ordine. Ma è un caso perché troppo spesso l’allarme è tardivo, gli abusivi sono già insediati e cacciarli – come ci insegna una famiglia arrivata apposta da un campo zingari della Romania – se ci sono bambini diventa impossibile.

fossati@cronacaqui.it

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