Assolto 21enne di Ivrea

Paga il sesso col cellulare, poi ne denuncia il furto. E un innocente finisce alla sbarra

La prostituta aveva regalato il cellulare al figlio. Quando il giovane lo ha acceso, ignaro della provenienza, sono scattati i controlli dei militari e la denuncia per ricettazione

Il tribunale di Ivrea

Accetta come pagamento per una prestazione sessuale un telefono cellulare e mette nei guai il figlio, a processo per ricettazione. Un operaio 21enne di Ivrea è stato assolto questa mattina dal tribunale eporediese perché il fatto non sussiste. Il giovane è finito a processo dopo che la madre, una donna di origini brasiliane, gli ha regalato un telefono cellulare ricevuto in cambio di una prestazione sessuale con un commerciante quarantacinquenne di Fermo.

L’ASSOLUZIONE IN TRIBUNALE
Quest’ultimo, anziché pagare la donna in contanti, ha preferito regalarle il proprio cellulare, salvo poi denunciarne il furto ai carabinieri, forse per giustificarsi con la moglie. Così quando il figlio della prostituta ha acceso il telefono, ignaro della provenienza, sono scattati i controlli dei militari e la successiva denuncia per ricettazione. La madre dell’imputato, ascoltata in aula, ha confermato la versione del figlio. Tanto è bastato per arrivare alla sentenza di assoluzione

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