IL CASO

Pd, firme false alle regionali, ma gli otto consiglieri si salvano: nessuna decadenza

E' arrivata la sentenza del tribunale civile di Torino: il numero delle firme autentiche raccolte alle elezioni del 2014 basta a rendere valida la lista. I Cinque Stelle: "Si dimettano"

Il palazzo della Regione Piemonte

Sono salvi gli otto consiglieri del Pd che rischiavano di decadere a causa della vicenda delle firme false in occasione delle elezioni regionali del 2014. A “graziare” Mauro Laus, Nino Boeti, Davide Gariglio, Raffaele Gallo, Daniele Valle, Andrea Appiano, Gianna Pentenero ed Elvio Rostagno è stato il tribunale civile di Torino: la sentenza, infatti, stabilisce che il numero delle firme autentiche raccolte dal Partito Democratico alle regionali basta a rendere valida la lista.

Dunque, sono state riconosciute le firme false, ma il voto è valido e i consiglieri non dovranno lasciare Palazzo Lascaris.

Ora gli atti faranno ritorno al Tar, che aveva sospeso il giudizio sul ricorso presentato dall’ex esponente della Lega Nord, Patrizia Borgarello.

M5S ALL’ATTACCO.

Il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle passa all’attacco e, in una nota, chiede le dimissioni di “tutti i consiglieri regionali del Pd eletti a Torino. Dopo che il Tribunale civile ha certificato la falsità di parecchie firme per la presentazione della lista sono finiti gli alibi dei democratici. Se i consiglieri regionali non vogliono lasciare la poltrona, allora sia Chiamparino a chiederlo pubblicamente”.

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